altro · Quattro chiacchiere con l'autore

Quattro chiacchiere con l’autore: Katiuscia Napolitano.

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Ormai lo sapete, amo iniziare nuove rubriche a causa della mia mente perennemente in fermento. Se poi resisteranno nel tempo, questa è una gran bella domanda! Potrebbero resistere per sempre, come i racconti del mercoledì, come sparire nell’oblio. E chi lo sa!

Ho deciso di intraprendere una rubrica di interviste ad autori emergenti. A differenza di tanti altri scrittori (e ne sto incontrando una marea ma marea-ea-ea), io sono della scuola che vede gli altri scribacchini non come rivali ma come amici, risorse, colleghi.

Credo che anche conoscerli/ci tramite un’intervista possa aiutare i lettori ad avvicinarsi a qualcuno in modo più interessato. E non potevo non partire da… me stessa! Ovvio, non avendo ancora avvisato nessuno di questa mia idea, l’unica scrittrice nei paraggi sono io.

Siete/siamo/sono pronti per questa super auto-intervista?

  • Buongiorno Katy e benvenuta, facci in due parole il tuo identikit.

Che siamo, in procura? Accetto domande di questo genere solo se fatte da un agente della Dea interpretato da Pedro Pascal.

  • Che palle tu e ‘sto Pascal. Ma a proposito di Pedro, è il protagonista del tuo ultimo romanzo. A chi si ispira? Vuoi spiegarci il processo narrativo della nascita di un personaggio?

La base di partenza di un personaggio è sempre, e assolutamente, la realtà. Qualcuno a noi caro, che vorremmo avere vicino, una nostra fantasia. Spesso un bel pastone di tante cose insieme. Il grosso del lavoro però sta nel dare al personaggio una sua dimensione, le sue gambe e la sua testa. Per fare questo devo dire che il corso di scrittura creativa fatto a Londra mi ha aiutata moltissimo, tramite un esercizio semplice ma efficace: le venticinque domande. Basta porre queste venticinque domande al tuo personaggio e voilà, hai qualcuno pronto di cui sai il passato, i sogni e il pensiero.

  • Hai parlato di un corso di scrittura. Ne hai seguiti altri? Credi che servano?

Sono utilissimi. Non solo per i trucchetti come l’esercizio di cui parlavo sopra ma anche per un bel bagno d’umiltà. Non so se si era capito, ma gli scrittori sono tendenzialmente un branco di egoisti egocentrici. Un corso ti mette di fronte ai tuoi limiti e anche al fatto che sì, è ufficiale, non sei l’unico che scrive nel mondo e sì, anche gli altri scrivono bene. In casi anche meglio di te.

  • Ti è mai capitato, di vedere scrittori che scrivono meglio di te?

Certo, e ho sempre provato non solo ammirazione, ma una voglia assurda di leggere altre loro produzioni. Io personalmente non mi scordo mai che prima di essere una scrittrice sono un’avida lettrice. Quando un amico scrittore produce un libro sono felice come una pasqua e non vedo l’ora di leggerlo.

  • Parliamo di lettura. Genere e autore preferito?

Domanda banale, bella. Da quando scrivo in modo continuativo e serio mi sono obbligata ad ampliare i miei generi preferiti e gli autori, senza alcun pregiudizio. Alcuni dei miei preferiti, se proprio vogliamo i nomi, restano però King, Baricco (anche se sto facendo fatica col suo Castelli di rabbia), la mia amata J.K. Rowling, Pennac, Moore…

  • Torniamo alla scrittura, un commento che ti ha fatto particolarmente piacere su un tuo libro?

Direi che Look Left mi sta dando molte soddisfazioni da quel punto di vista. Uno dei commenti più belli mi è arrivato da una ragazza, che prima della lettura del mio libro conoscevo poco quindi i suoi occhi verso le mie parole erano vergini, è stato che ha trovato molto facile immedesimarsi in Livia. Livia è probabilmente il personaggio che mi è più simile, ma sentire che molto vicina anche ad altri per me è stata un’enorme soddisfazione.

  • So già che mi manderai a quel paese, ma prova a rispondere. Perché scrivi?

Scrivo perché è il modo più semplice che ho trovato per districare i pensieri della mia mente. Credo che l’umanità si possa dividere banalmente in due macro-categorie. Quelli con la mente lineare e quelli con la mente aggrovigliata. Chi ce l’ha aggrovigliata cerca un modo per sbrogliarla che coincide con un’espressione artistica: dipinge, recita, cucina, canta, scrive… Io, personalmente, scrivo. Qualsiasi cosa mi stia succedendo, qualsiasi, va meglio dopo aver scritto anche solo dieci righe.

  • Terminiamo con la marchetta del tuo libro, di che parla e perché leggerlo?

Il mio nuovo romanzo si chiama Look Left ed è una storia d’amore ambientata a Londra. Leggetelo perché è un due in uno: un po’ romanzo, un po’ guida turistica della mia città del cuore, la meravigliosa capitale inglese. Che non è solo il Big Ben e il Tower Bridge. é molto, molto di più…

  • Bene Katy, grazie di questa chiacchierata. A presto!

A presto? Siamo la stessa persona! La pazzia dilaga da queste parti…

 

Il libro di questa scrittrice fuori come un balcone lo potete trovare qui, dove è a un passettino-ino-ino dal diventare realtà. Che ne dite di unirvi???

 

Ps: scrittori emergenti, you are welcome! Se volete essere intervistati, scrivetemi pure, commentate, venite a suonarmi al citofono. Insomma, come preferite!

 

 

 

13 pensieri riguardo “Quattro chiacchiere con l’autore: Katiuscia Napolitano.

    1. Ma sai che volevo giusto riprendere le lezioni inglesi e farci qualche post? Magari non troppo spoileroso se no poi i corsi non li fa più nessuno!

      1. Ho iniziato la lettura del tuo libro oggi, i due protagonisti hanno due passioni che amo molto i viaggi e la fotografia, infatti ho sposato un fotografo…😍

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