L’Italia non è pronta (alla musica kpop).

Ieri pomeriggio, facendomi i razzi palazzi altrui su FB, incappo in un commento piuttosto arrabbiato di una mia amica. Essendo una delle mie AmicheConLaAMaiuscola vado ad indagare.
Qualche tempo fa mi raccontava di questa specie di gara a round (da giocarsi a suon di like) indetta da MTV tra vari artisti internazionali e nostrani. Duello a due, come in un torneo, chi otteneva più likes passava alla fase sucecssiva (almeno io così ho capito). Il premio, un concerto organizzato proprio dall’emittente televisiva, o comunque una serata.. qualcosa di quel tipo insomma.
La sopracitata amica è-non chiedetemi perchè-una fanatica della musica pop asiatica, specialmente coreana e giapponese. Tra i partecipanti della gara proprio uno dei suoi gruppi coreani preferiti, i SuperJunior.
Non vi dico la sua felicità nel sapere che avrebbero partecipato, e la sua speranza ad ogni singolo round vinto dai suoi adorati. Del resto nessun artista asiatico che fa quel tipo di musica si è mai esibito in concerto in Italia e per i fan poteva essere una gran bella occasione.
Fin della fiera, il gruppo coreano arriva in finale contro un famoso artista italiano (il vincitore di X-Factor di due edizioni fa, per intenderci).
Al di là del fatto che non potrei mai e poi mai ascoltare nessuno dei due (I’m a Rocker!) ero contentissima per la mia amica, perchè sapevo che stavano vincendo alla grande.
Poi, chiusura dei conteggi e trionfa l’artista italiano.
Oltre alla questione della leicità o meno di questa vittoria si unisce il dispiacere per lei. Io ho visto più volte concerti dei miei cantanti preferiti e varie volte pure gli attori dei miei telefilm, lei per vedersi i suoi dovrebbe per forza andare all’estero.
Si potrebbe dire, gara italiana, vincitore italiano. Ma che senso ha allora far partecipare artistri stranieri se poi la vittoria viene assegnata per come è più comodo?
Io non sono chiaramente sicura di come sia andata veramente tutta la faccenda ma mi è venuto da pensare ad una frase della gemella della millionesima citata amica: “L’Italia non è pronta”. Lei intendeva alla musica kpop (sì, mi fa strano usare questo termine ma è per solidarietà!), ma quante altre mille volte non lo sentiamo dire? In ambiti molto più profondi?
I nostri cantanti fanno concerti all’estero (in un minuscolo bar in Grecia una volta ho sentito Ramazzotti), non possiamo anche noi aprirci un pò di più anche agli altri?
Ovviamente dovrebbero esserci i numeri (fandom, ascolti, dischi venduti ecc..) ma in questo caso mi sembrava proprio ci fossero.
Forse, solo forse, iniziare ad accettare di far suonare dei ragazzi coreani avrebbe potuto dar un’immagine un pò più corretta, preparata, aperta al nostro Belpaese.
Magari proprio un pò più PRONTA.
Non si sa mai che si debba iniziare proprio dalla musica.

PS: Tesoro, questo è per te, anche se ti ripeto che è proprio il mio affetto che non mi fa divelgere la tua radio ogni volta che entro nella tua macchina. Come vedi, è un affetto sconfinato.

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