RaccontAmi

Il Racconto del mercoledì: Posto per quattro, pt 1.

S.percorse la strada da Est. Da anni guidava una roulotte. Lei era sempre più miope, o astigmatica. Insomma, non ci vedeva niente e doveva stare attaccata al volante come i vecchi per azzeccare la strada. M.arrivò da Ovest. Portava un maggiolino. Lo aveva tutto dipinto di fiori. Andava un po’ a balzi, il povero maggiolino.… Continua a leggere Il Racconto del mercoledì: Posto per quattro, pt 1.

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Il Racconto del mercoledì: Elvis (PT3, finale)

Certo. Certo che era dannatamente vero. Un’armatura costruita negli ultimi tre anni. Dopo essere stata ferita troppo, lasciata dall’uomo che credevo sarebbe stato con me per sempre. Avevo giurato a me stessa che mai più nessuno si sarebbe avvicinato tanto, che donare il mio cuore era non solo un atto stupido e suicida, ma debole. Avevo… Continua a leggere Il Racconto del mercoledì: Elvis (PT3, finale)

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Il Racconto del mercoledì (oggi di martedì): Elvis (PT 2)

Salimmo fino al quinto piano di un edificio alto, con poche finestre. Per le scale l’odore di chiuso che solo le case inglesi riescono a ottenere. Ma quando aprì la porta, be'. Mi ritrovai indietro di qualche anno. Il salotto era una riproduzione della sala jungla, una delle stanze preferite di Elvis. “Siedi pure dove… Continua a leggere Il Racconto del mercoledì (oggi di martedì): Elvis (PT 2)

RaccontAmi

Il Racconto del mercoledì: Elvis (PT1)

Lui si faceva chiamare Elvis.  Portava i capelli neri con il ciuffo cotonato. Indossava camicie bianche e pantaloni neri. Grazie a Dio non gli ho mai visto mettere le giacche con le frange. A malapena stavano bene all'originale.  La prima volta che lo vidi ero a Manchester. Cenavo sola in un ristorante cubano, il Revolucion. Era… Continua a leggere Il Racconto del mercoledì: Elvis (PT1)

RaccontAmi

Il Racconto del mercoledì: Gli uccellacci di Onore.

Erano rimasti in pochi e lo sapevano. Gli uomini avevano smesso di cacciarli da tanti anni ma restavano ancora, a imperitura memoria, le trappole costruite un tempo. Si chiamavano Tondici ed erano enormi uccelli, una volta migratori, con delle piume resistenti ma morbide come seta. Avevano smesso di migrare quando avevano trovato un paesuncolo in… Continua a leggere Il Racconto del mercoledì: Gli uccellacci di Onore.

GioveMemories

GioveMemories: Stai ferma dove sei. Arrivo.

Ormai lo sa tutto il mondo che amo il mio Andreino. Dieci anni abbondanti di relazione, praticamente una vita. E in questo mare, credetemi se vi dico che è difficile scegliere i momenti giusti. Perché sarebbe giusto anche ieri sera sul divano, o il sorriso da cinese che mi ha fatto l'altro giorno prima di… Continua a leggere GioveMemories: Stai ferma dove sei. Arrivo.

RaccontAmi

Il Racconto del mercoledì: Radici di Glicine.

Il lenzuolo è color glicine, comprato in sconto al mercato, da  una donna con le mani screpolate ma un sorriso fanciullesco. Le gelosie sono scostate, l'aria fresca del mattino vi si insinua appena, come qualche curioso che si affaccia su di noi. Le nostre gambe brune sono intrecciate, indivisibili, come radici di un glicine. Se… Continua a leggere Il Racconto del mercoledì: Radici di Glicine.

RaccontAmi

Il Racconto del mercoledì: Conversazione su cosa non sarà mai. Part 4.

I giorni in ufficio senza Mark sembravano eterni. Sistemavo le fotografie. Dimensioni, pixel, esposizione. Tutto mi sembrava così vuoto rispetto a quando le fotografie le avevo scattate, ascoltando le urla dei fruttivendoli che attiravano le signore con la bontà delle loro pesche. Ogni scatto era un’emozione, un ricordo, un profumo. Di solito, unito al suo.… Continua a leggere Il Racconto del mercoledì: Conversazione su cosa non sarà mai. Part 4.

Pensieri sconnessi di un ex-ventisettenne

Pensieri sconnessi di un ex-ventisettenne: Desperate Housewives.

Ecco, un altro aspetto della vita adulta che personalmente faccio molta molta fatica ad accettare: le faccende casalinghe! Quando ero piccola, intorno ai dieci anni, mi ricordo la voce di mia nonna che mi ripete questo detto in siciliano (che io tradurrò per voi!): “Fai le faccende di casa, così ti crescono le tette!”. Evidentemente… Continua a leggere Pensieri sconnessi di un ex-ventisettenne: Desperate Housewives.

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Storia inventata di una donna vera.

Prologo: mi capita spesso di essere affascinata da persone che vedo, mentre sto guidando. Ogni tanto incrocio una donna, che attraversa la strada. Ha i fianchi stretti ma un sedere largo. Eppure il suo incedere è ipnotico. Questa è la sua vera storia, inventata. "Rientro a casa adesso. Giro la chiave nella toppa, lancio la… Continua a leggere Storia inventata di una donna vera.