Le fableux destin de quatre mademoiselles in Paris.

Parigi è un appartamentino a Montmatre, vicino al Cafe des deux Moulin. Lì due giovani ragazze si lavano in cucina, al lavabo che da sulla finestra che da sulla Parigi Bohemien. Potrebbero essere ballerine di can-can, cameriere, sorelle, amiche o viaggiatrici.
Parigi è un teatro dentro uno stanzino, dove un giovane uomo intrattiene i suoi ospiti con un racconto su una partita a carte giocata con il diavolo, anche se nessuno parla una parola di francese.
Parigi è il cantante il cui palco è la scalinata di Sacre Coeur, il pittore che ti chiede se sei comunista, il ragazzo che si arrampica su un palo della luce per un numero circense, il pasticcere delle migliori eclaire della città.
Parigi è posti come il Moulin Rouge o il Lapine Agile, ritrovo di pittori e poeti entrati nella storia.
Parigi è quattro ragazze. Sempre insieme, ancora insieme. Che non si dimenticano di prendersi a male parole, di rimproverarsi, di far vedere all’altra la verità. Che s’inventano personaggi e modi di dire. Che piangono fino alle lacrime per un ascensore che non va da nessuna parte.
moulin rouge

red flowers and painting

Sacre Coeur

climbing boy

Le Lapine Agile

Amelie

patisserie

tour Effeil

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Non ci sono discoteche a Venezia.

A Venezia non ci sono discoteche. Lasciate perdere i siti che ve le elencano. Non esistono. Come animali mitologici, ci sono solo i circoli, i club. E comunque, chiudono tutti alle due.
Esistono altre cose, di notte a Venezia.
Ci sono i baristi che vi fanno quattro vodka lemon (“Cosa volete, un vodka lemon?” “Ma sì dai..” “Quattro vodka lemon. Ve li faccio forti?””Forti, forti”) anche con le serrande abbassate e il pavimento lavato.
Poi ci possono essere due fioi, sperando di scriverlo giusto, che vi trovano sedute su un ponte e si propongono di accompagnarvi in Rialto. I due fioi in questione vi portano in Rialto, vi fanno derubare di tutte le rose rimaste un ambulante in cambio di un paio di sigarette, vi portano perfino in San Marco, vi aiutano a camminare ben dritte quando serve e vi parlano in veneziano (che tanto voleva ascoltare qualcuno…)
A Venezia di notte, ma anche a casa mia, ci sono le amiche che si atteggiano a contesse quando vengono fotografate, quelle che diventano mamma grizzly e quelle che vogliono per forza fare le pazzie.
Passate una notte a Venezia e chi sa cosa potreste trovarci voi, se non altro il piacere di vedere piazza San Marco deserta e di fotografare il Ponte dei Sospiri senza nessuno tra le palle.

Japan Strangeness.

Non è stata una settimana molto buona e la mia voglia di scrivere si era un pò nascosta. Poi però, sistemando le foto sul pc, mi sono messa a riguardare quelle sul Giappone e mi sono ricordata che non ho più scritto il post sulle stranezze giapponesi!
Quindi eccomi qui, a ricordare un paese straordinario-ma a volte tanto tanto strano!

I VIDEOGIOCHI
Io non riuscirò mai a capirne l’attrattiva. Mi scocciano subito. Praticamente in ogni strada di Tokio trovi un edificio enorme, almeno di quattro piani, solo per videogames. La cosa tristissima è che i giapponesi non ci vanno in gruppo con gli amici, per farsi quattro risate, ma tendenzialmente da soli, dopo l’ufficio. Ne abbiamo visti tantissimi quasi alienati, con cuffiette nell’orecchio a perderci le ore!
Videogames

IL BAGNO
In questa hit parade non poteva senza dubbio mancare il bagno super-tecnologico che si vede nei film. Sempre con bidet incorporato (sia per uomo che per donna e con cambiamenti di temperatura) e spesso con la musichetta di sottofondo. Geniale!!
Japan Toilet

IL NERDISMO SFRENATO.
Io sono nerd, il mio ragazzo è nerd e i miei amici sono nerdS. Ho la casa piena zeppa di gadget dei nostri film preferiti e sono stata a ben quattro conventions di telefilm… ma nessuno potrà mai battere i giapponesi!
Tutti, e dico tutti, hanno i cellulari pieni di piccoli personaggi dei manga, ne hanno pieni i negozi e gli rendono sovente omaggio.
Ecco a voi il Gundam a grandezza naturale e un Doraemon gigante in un centro commerciale!
Gundam
DSCN3552

LE PUBBLICITA’
I giapponesi non si limitano ai cartelloni o agli spot in TV. Eh no, loro hanno bisogno delle pubblicità tridimensionali “viaggianti” e di omoni travestiti da Vocaloid. Only in Japan!
The Ring 3D
Japan Vocaloid

LA PASSIONE PER L’OCCIDENTE
Sono giusto un pò ossessionati dall’Occidente. Pur restando sempre fedelissimi alle loro tradizioni e spesso diffidenti verso gli stranieri, i giapponesi hanno una vera mania per l’Occidente, che si traduce in storpiatura o in imitazione fino al paradossale.
Ogni publiccità ha ragazze con fatezze più occidentali possibili, si sposano con rito cattolico (per loro è romantico) e imitano le nostre città. Vicino al Gundam gigante c’è un centro commerciale, Venus, in stile città rinascimentale italiana… Sì, ve lo giuro, con tanto di tavolinetti, chiesa e fontana.
Venus Mall Japan

Per finire…una carellata di stranezze minori:

-Le macchinette per le bevande ad ogni angolo, spesso touch screen.
-Il permesso di fumare nei luoghi chiusi mentre all’aperto puoi farlo solo nelle smoking area.
-Il surplus di personale per qualsiasi attività, minimo in due per lavori facilmente fattibili da una sola persona.
-Sacchetti per ogni singolo acquisto.
-Il divieto di accedere in alcuni bagni pubblici se hai i tatuaggi (anche se sei occidentale, ventitrenne e gli mostri un tatuaggio sul polso!).
-Gli insetti. Hanno delle specie di farfalle-mosche-altro enorme e che fa un baccano terribile.
-I polipetti caramellati, sanno proprio di polipi alla caramella.
-Le automobili quadrate.

Japan Love.

Se qualcuno mai si fosse chiesto coma mai sono sparita per tutto questo tempo le risposte sono due. Uno: ho avuto il pc completamente morto. Due: sono andata in Giappone.

Il 15 di Agosto, mentre tutti scampagnavano, abbiamo preso un volo di dodici ore che ci ha portati dall’altra parte del mondo.
Piccola nota sul viaggio: sempre meglio, per viaggi così lontani, avere come terzo compagno della fila un essere umano che dimostri un po’ di vita. A noi è toccata una tipa con la stessa verve di un’ameba. Vi lascio immaginare.

Fin dal primo giorno il Giappone ci è apparso come una terra bellissima, e strana.

Quindi, visto che non posso fare una cronaca di dodici giorni, farò due post.
Il primo per celebrarne la bellezza e quello che ho amato, il secondo per tutte le stranezze e le cose “da giapponesi”.

Let’s start!

-Kamakura. E’ una piccola cittadina costiera conosciuta per un enorme statua di Buddah. E’ il primo posto che abbiamo visitato di tutta la vacanza e me ne sono innamorata. Sarà perché le strade sono piccole e tradizionali, per l’odore del mare, per il caldo che faceva brillare tutto. Oltre al Great Buddah (da vedere assolutamente, soprattutto per le “infradito” giganti appese vicino) abbiamo visto anche l’Hasedera Temple. Bisogna salire una serie di gradinate immerse nel parchi tipici dei templi buddisti, fino ad arrivare al tempio sulla cima. Tra la fauna, corvi enormi e falchi. Bellissimo.

-Nara: antica capitale dell’impero giapponese, vanta un parco gigantesco che diventa un sito assolutamente da visitare. Questi i motivi: immerso nel verde, il tempio Todai-ji (la costruzione in legno più grande al mondo) e i “millemila” cervi che lì abitano. I cervi sono comunissimi vicino ai templi giapponesi, perché i messaggeri divini secondo lo shintoismo. A Nara sono ovunque, perfino seduti davanti ai ristoranti. Curiosità sul tempio Todai-ji, dedicato e contenente un altro Buddah gigante. Uno dei pilastri portanti ha un foro, sulla sua base, che lo attraversa. Si dice che sia grande come una delle narici di Buddah. I bambini ci passano senza problemi, gli adulti… beh, più di uno è stato tirato fuori per le gambe. Io e il mio ragazzo ce l’abbiamo fatta, a mò di speleologi. Il premio per questa fatica? l’Illuminazione nella prossima vita (e varie ammaccature sulle braccia).

-Kyoto. Non si può non nominare Kyoto in una lista di questo tipo. Assomiglia quasi a una cittadina messa a confronto con Tokyo. Io, non so perché, mi aspettavo di più. Forse me l’ero immaginata piena di ponticelli e stradine vecchie… Comunque, due dei suoi numerosissimi templi mi hanno ammaliata. Il Kinkaku temple, o Tempio d’oro, e il Fujiminari, il famosissimo tempio che vanta i quattro kilometri di tori (le porte sacre arancioni, per intenderci). Il tempio d’oro è un po’ come vedere un gioiello, appare quasi piccolo, lì sul laghetto, e proprio per questo abbaglia. Se in più ci unite il fatto che è effettivamente ricoperto di foglie d’oro… beh, immaginate voi.
Il Fujiminari mi ha colpito forse più di tutto. Si dice che una donna avesse regalato al tempio un Tori votivo dopo la guarigione della figlia. Da quel momento chiunque avesse ricevuto una grazia compiva lo stesso gesto, e i tori si andavano ad aggiungere, uno dietro l’altro, formando piccole e spettacolari gallerie rosse, interrotte solo da piccole zone di altari. Incredibile e assolutamente da non perdere.

-Hiroshima. Siamo arrivati a Hiroshima in un giorno di sole e cielo sereno, esattamente come quello della bomba atomica. Dal momento in cui abbiamo visto il Dome, il palazzo con la cupola lasciato come nel giorno della bomba, fino a che non abbiamo preso il treno per Miyajima mi è passata decisamente la voglia di parlare.
E’ come prendersi un pugno, ma è giusto (e necessario) prenderselo. Anche questo da non perdere.

-Miyajima. E’ la famosa località del tori sull’acqua, che viene sommerso durante l’alta marea. La porta sacra è imponente, il tragitto fino al sospirato mare reso incerto da tutte le conchiglie lasciate dall’acqua. Pieno di cervi e negozietti tipici, imperdibile.

-Tokyo. Nonostante sia ENORME nel vero senso della parola e quindi dipsersiva a me è piaciuta comunque tantissimo. Con la stazione di Shibuya (quella di Hachico), quella di Shinjuku, il mercato del pesce, Akihabara, è a pieno diritto la capitale. Vi proietta, in un certo senso, verso lo spirito moderno del Giappone, mentre le altre città conservano quello antico. Chiaramente, è con Tokyo che termino questo post perché da lei scaturiscono quasi tutte le stranezze giapponesi che abbiamo visto…

Quindi, vi lascio con qualche foto e la promessa che le stranezze stanno arrivando!

miyajima

golden temple

tempio d'oro

tori

kitten

fujiminari

kimonos

sushi

ventresca

hiroshima

sun buddah

temple

dragon

fontana draghi

Le notti d’Oriente: Istanbul

Appena atterrata ad Istanbul la primissima cosa che ho visto sono stati i tulipani. Simbolo della città, compongono bellissimi disegni sulle aiuole sul lungo mare.
Poi, più ci addentravamo, più mi sembrava di essere atterrata a Palermo-traffico animalesco, case un pò arrabattate e sgombro che si dice uskumru.
Le mie impressioni, quello che in questo momento mi ricordo all’istante se chiudo gli occhi sono:

1 L’odore. Sempre, sempre, sempre odore di carne arrostita. O di spezie. O purtroppo, non gradevolissimo, di piedi. Però le donne turche (quasi tutte) profumano di una cosa simile al borotalco.

2 Le moschee.
Credo che dall’esterno le moschee, con i loro minareti, mi piacciano più delle chiese. L’interno poi è sempre più composto. Però non mi piace il “recinto” dove stanno le donne a pregare. In una moschea, particolarmente conservatrice, ho deciso di non entrarci. Posso accettare tutto, ma io non sono una mucca e in un recinto non mi ci metto.
Anche se, ovviamente, in Turchia le donne hanno possibilità di scelta visto che è un paese laico. Quindi, se va bene a loro, chi sono io per giudicare?

3 Il palazzo e l’harem. Con tutte le salettine che danno ai giardini.

4 Il “ristorante” dove abbiamo mangiato i piatti scelti direttamente dal bancone della cucina e che ci hanno mandato al piano di sopra con il montacarichi.

5 Il proprietario dell’albergo che continuava a far notare a un mio amico (qui, lo sai, sto parlando di te) che lui prendeva il taxi perchè è un “old man”.

6 Il cugino dell’amico sopra citato, che appariva e scompariva magicamente al nostro fianco.

7 Starbucks. E’ una catena, costa un sacco, ma io ci sono troppo affezionata.

Beh, grazie ai quattro uomini che mi hanno fatto compagnia.

Onaji for the mosk?

torre di Galata

Spice Bazar

Mosque

the blue mosque

Aya Sofia

Prayers

Cisterna Romana

Medusa

Tulipani

Harem