Mrs Williams e Mrs Osburne.

Mrs Williams la conosco. Sono stata con lei per oltre un anno. Non è una donna facile. So che ha passato i quarant’anni, che tiene i lunghi capelli in una treccia laterale. La treccia prova a mitigare una brutta cicatrice sul lato del collo, con poco successo. La cicatrice si vede, ma nessuno le chiede come se l’è fatta. La signora Williams ha un carattere scontroso, te la devi conquistare. Le piacciono gli oggettini, le collanine, le bancarelle. So anche che le piaceva viaggiare. Ha avuto qualche uomo nella sua vita, ma solo uno l’ha amato veramente. Credo che la cicatrice più grande sia quella che le ha lasciato lui.

Della signora Osburne so ancora molto poco. Mi ha fatto visita solo ieri. Dicono che sia strana. Veste solo di nero, lunghi abiti. Quasi da sera. Nonostante l’età, è una bella donna. La sua casa è buia… o almeno così dicono. Per me nasconde un cortiletto interno baciato dal sole tutto il giorno. Ama i gatti e le cose bizzarre. Ah, e i pipistrelli. E poi c’è la storia delle torte. Ma se mi è chiara, quello proprio no.

Stavo guidando quando ho ripensato alla signora Williams, e mi è mancata in modo viscerale. Stava per venirmi da piangere. Poi mi sono sforzata di ricordarmi che per me lei c’è sempre. Mi è salita nello stesso tempo una voglia incredibile di conoscere meglio la signora Osburne. Di capire chi è, di sentirla parlare. Ce la vedo già quasi, donna raffinata e assurda nello stesso momento.

Che roba strana, essere scrittori.

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Cuccìa a colazione.

Dopo tante ore di sonno questa mattina per colazione ho avuto: il mio solito caffè e una tazzina di cuccìa.

Ieri era il 13 Dicembre, Santa Lucia. Una santa festeggiata al nord, ma non ovunque (i miei colleghi milanesi a stento se lo ricordano) e al sud, come in Sicilia.

La leggenda vuole la nascita della cuccìa a Siracusa, durante una forte carestia. Era il 13 Dicembre e tutto il popolo si appellava alla Santa loro patrona per un miracolo. E così, proprio il 13 Dicembre, arrivarono in porto navi cariche di grano e la popolazione fu salva.

La preparazione è semplicissima.

Si lascia il grano in acqua per tre giorni (o, ai tempi moderni, si compra quello già pronto).
Lo si aggiunge al latte riscaldato con l’amido di mais (la base per il BiancoMangiare).
Si mescola latte e grano con la ricotta e infine si aggiungono le scaglie di cioccolata.

Come molti altri dolci del sud, la tradizione vuole che venga divisa tra parenti e amici, non puoi tenerti la cuccìa tutta per te.

Così io mi sono portata a casa un pò di quella fatta da mia madre.
Perchè mi ricorda le feste, i pomeriggi di Dicembre con i dolci, i regali la mattina di Santa Lucia quando devi capire cosa sono al buio per non svegliare tutti, perchè mi ricorda la mia famiglia.

Come cominciare la settimana.

Come cominciare bene la settimana, quando è Lunedì e proprio proprio non ne avresti voglia??

Io ho usato questi piccoli e infallibili modi.

-Ho indossato il vestitino nuovo comprato a pochissimo dai cinesi che ho deciso di mettere nonostante il pallino blu di penna perchè mi fa sentire carina.
-Ho usato tutte le pause caffè per parlare del mio telefilm del momento (Trono di Spade)
-Ho sognato una collana che voglio comprare
-Ho fatto ridere la mia collega preferita, alla fine della giornata, scrivendo una mail assurda. Avete presente quando picchiettate fortissimo i tasti e la vosta mente pensa una cosa e le dita ne scrivono un’altra? Ecco, io ho scritto tipo “Bovasera”.
-Ho passato la domenica (questo è preparativo) a fare i dolcetti qui sotto per coccolare i miei amici
-Sto andando a cena dall’amica che intrattiene i sopracitati amici.

E per finire metto la collana della felix felicis perchè ogni tanto, con tanto tanto impegno e buona volontà può essere il tuo atteggiamento a fare la differenza.

sweeties

love cupcakes

cake pops

Cos’ha lasciato la Pasqua: cheesecake al tè, filmini delle vacanze e il Belgioioso Fantasy.

Il Weekend di Pasqua è stato in poche parole questo:
-fondente di marshmallows provato per la prima volta Venerdì sera. Incredibilmente riuscito al primo colpo, anche se devo imparare meglio a dosare i colori (quelli liquidi diventano chiarissimi).
-Corso di scrittura del Sabato pomeriggio. Quello che mi dispiace di mancarlo tra due settimana è che mi perderò dei pezzi dei racconti degli altri, ormai sono affezionatissima ai loro personaggi.
-Cheesecake al the matcha del Sabato sera. Con calma zen ho provato la variante della cheesecake fredda, inserendo il the matcha. Risultato discreto ma dosi da perfezionare.
-Filmini del pomeriggio di Pasqua. I miei genitori hanno sdoganato un filmino di un’estate in cui avevo 12 anni (….).
-Belgioioso Fantasy del Lunedì. Il nerdismo non è stato abbattutto dal brutto tempo. Noi, impavidi, abbiamo affrontato un tempo da Grande Inverno, ma io ho ottenuto una bacchetta. E la gioia di rivivere per un giorno il mio libro preferito.

Dite che mi prendono alla scuola di magia estiva? Del resto ho solo 11 anni in più rispetto all’età massima…

Enjoy.
cheesecake
binario HogwartsGringottlibri magicimago

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Fiera di Rimini Sigep: gelati, cioccolato e macarons non-mangiati.

Lunedì sono stata tutto il giorno alla Fiera della pasticceria e panificazione Sigep, a Rimini.
Grazie a mia sorella, che studia pasticceria, ho avuto anche io il biglietto per una fiera che è solo per gli addetti ai lavori.
Sono entrata così in un mondo fantastico, fatto essenzialmente di agenti incravattati e enormi macchinari.
La parte dedicata alla gelateria e quella al cake design sono state quelle che mi hanno colpito di più.
Professionalità ad altissimi livelli sia sulla qualità che sull’estetica.
La parte di panetteria invece, piena di macchinari giganti e tecnologici, è stata quella che mi è più estranea. Io la pizza la faccio nel mio forno di casa, chiaramente non penso nemmeno ad apparecchiature di quel calibro.

L’unica cosa che mi sento di dire è sulla fruibilità di questa fiera. E’ SOLO per chi è del settore e quindi improntata su quello. Ma perchè non aprirla, anche solo per un paio di giorni, a tutti?
Credo che sarebbe un modo perfetto per fare pubblicità e avvicinare di più la clientela, che in fondo è chi paga.

Va beh, io comunque ho mangiato un paio di gelati (forse uno dei più buoni che abbia mai mangiato), lo yogurt al melograno e qualche focaccina.

Non mi è riuscito invece di strappare un maledetto macaron in nessuno stand.
Vi lascio alle fotografie, che spiegano sicuramente meglio di me!
Sperando di addolcirlo, buon Mercoledì a tutti!

torta willy wonka
torta willy wonka
torta corsetto
torta corsetto
torta strega
torta strega
macarons
macarons
gelato fondente
gelato fondente maya
gelato!
gelato

La cena che ti salva.

La settimana è stata uno schifo. Tutti i giorni passati fissando lo schermo, con senso di inadeguatezza. Quello che mi fa incazzare è sentirmi stupida per il mio lavoro, io che stupida non sono per niente.
Manco lavorassi alla Nasa.
Poi, finalmente Venerdì mattina, il cellulare si illumina. Il Grasshopper svetta sul display, con le nostre facce allegre. Amsterdam, chiaramente.
E’ un messaggio, Robin.
“Sally non sto molto bene, ho bisogno di una cena tra di noi. Ci stai?”
“La mia cucina è sempre pronta ad ingozzarti. Avviso io le altre” rispondo velocemente.
Digito “stasera da me alle otto, ok?”. Scelgo i destinatari: Berry, Eloise.
Mi arrivano due risposte. Un “ci sono, sgnacchera” e un “va bien, moi tresor”.
Nel pomeriggio scrivo, sugli appunti dell’ufficio, il menù per la serata.
Arrivano le quattro, stacco, guido rapida fino a casa. Non vedo l’ora di essere lontana da quel posto e di iniziare il weekend.
Il mio ragazzo è già rientrato. “Caro, stasera devi uscire.” gli dico semplicemente. Lui capisce, fa spallucce e dice “Capito, chiamo Fabian.”
Volata al mercato, prendo panna, salmone, zucchine, peperoni, patate.
Poi, inizio a prepararmi.
Musica, prima di tutto. Faccio risuonare Scorpion, Kansas, Lana del Rey, Queen, Kiss. Tutto quello che serve per spazzare il malumore di una settimana intera.
Taglio le zucchine a julienne e le faccio appassire con poco olio.
Poi metto una fetta di salmone in padella con la salsa di soia. Quando è pronto lo metto da parte, per farlo raffreddare.
Affetto i peperoni a striscioline. Li voglio grigliare, come piace a Robin.
Scavo le patate per trarne delle palline. Le patate nocciola, come le chiama mio fratello.
Le metto in una teglia con le spezie africane e inizio a cuocerle. Poi ci aggiungerò le altre fette di salmone.
Unisco le zucchine con i pezzettini della prima fetta del pesce rosa. Il sugo mi piace così tanto che non ci aggiungo più la panna, solo poco concentrato di pomodoro per dare colore.
Sto facendo grigliare i peperoni quando suonano. E’ Eloise, incredibilmente per prima. Nonostante la sua fama di non-cuoca mi faccio aiutare. Accende e sala l’acqua della pasta. Mescola il sugo.
Mi racconta del nuovo collega arrivato allo studio. E’ toscano, alto, bello e affascinante. Solo io ho colleghi idioti che parlano solo di calcio.
Suonano di nuovo al campanello. Eloise trotterella al citofono e apre, come fosse a casa sua.
Sale Robin, come sempre estrae dallo zainetto il portatile e una buona bottiglia di vino. Mangia i pezzi di peperone crudo mentre anche lei ascolta del nuovo collega.
Inevitabilmente, quella più vicina è l’ultima ad arrivare. Berry arriva alle otto e venti. Colpa della sorella che non liberava la doccia.
La pasta è ottima, e alla faccia di diete e linea, facciamo tutte il bis. Mentre il salmone e le patate finiscono la loro cottura, riempiendoci le narici di profumo, parliamo.
Io di quanto sia stata pesante la settimana, Berry dei nuovi progetti di case, Robin del nuovo viaggio che sta organizzando, Eloise dei suoi mille lavori.
Ridiamo, racconto alle ragazze il mio nuovo sogno (dove Robin vive con un attore e un gatto nero), ci raccontiamo dei fidanzati o degli intrallazzi amorosi (Berry).
Mangiamo finalmente il pesce con le verdure. Robin le ruba dai piatti degli altri perchè crede che siano più buone.
Fine cena. La pancia piena porta sempre tranquillità e attiva le riflessioni.
In sostanza, siamo tutte in bilico e in attesa. Di una risoluzione, di una svolta, di nuove proposte e nuove occasioni.
Analizziamo i problemi delle altre e ci lasciamo analizzare.
La serata si sta quasi svoltando sulla tristezza quando Robin, che gioca con un tovagliolo, lo avvicina un pò troppo alla candela. In un secondo il tovagliolo in fiamme vole per aria, Robin lo sventola e Berry ci soffia. In barba a tutte le regole sulla sicurezza con il fuoco.
Infine atterrà sulla tovaglia e Eloise prova a spegnerlo con un altro tovagliolo.
Restano un piccolo segno di bruciatura e quattro ragazze piegate in due per le risa.
Finiamo guardando le nostre foto, sul mio letto.
Sì è fatto tardi, Robin deve accompagnare Eloise a casa. “Ce la faremo. Non so cosa e non so come ma ce la faremo. Abbiamo fatto un giuramento.” dico a Robin abbracciandola.
Berry aspetta con me finchè non rincasa in mio ragazzo, ha sempre l’ansia che restiamo sole.
E’ stata solo una cena, si potrebbe pensare. Ma ogni tanto è l’unica cosa che possa salvarti.

PS: ogni riferimento a fatti, cose, persone e tovaglie è PURAMENTE casuale.

Di biscotti, fimo, barattoli e cioccolato

Questo è un post natalizio.
Io amo il Natale, grazie alla mia famiglia. E’ sempre stato un periodo per stare tutti insieme, che poco ha a che fare con la religone. Era semplicemente il momento per riunirsi ad addobbare un albero di Natale ascoltando “Rudolf the red noised rainder”. Alla fine ognuno di noi appendeva il suo angioletto, anche se il mio è più una fatina-con i capelli bianchi, il vestito blu e la bacchetta magica.
Sono nata con i cenoni interminabili e i film su Rai 2 il pomeriggio del 25.
Sono cresciuta con la messa di mezzanotte con gli zii, che mi faceva sentire grande.
Adesso posso avere il mio modo di arrivare al Natale. Si parte sempre con l’ albero e con le canzoni- anche se adesso ci ho aggiunto Queen, Train e Abba.
Poi si inizia a pensare ai regali. Mi è sempre piaciuto fare i regali, pensare per un attimo a qualcosa che possa davvero far piacere. Quest’anno ho potuto contare anche sul fimo, che sto imparando a modellare. Ci ho decorato barattoli che riempirò di biscotti e cioccolatini per la famiglia del mio ragazzo.
Li impacchetto e li appoggio tutti sotto l’ albero, per dare quell’effetto film natalizio.
Dall’anno scorso ho introdotto la cena di Natale con i miei amici. Era stata più per inaugurare la casa, ma sarebbe bello farla diventare una nostra tradizione.
Il 24 si fanno i dolci con mia sorella, si guarda assolutamente il Grinch e poi si va a cena.
Il 25 arriva… e finisce in un attimo. Tempo di scartare i regali e mangiare fino a scoppiare.
Il bello è l’ attesa. Con le luci ovunque e lo spirito veramente più leggero.
Sì è vero, sono una sentimentalona con la fissa del Natale. Del resto uno dei miei film preferiti è Nightmare before Christmas, quindi cosa c’ è da stupirsi?
Buona attesa Natalizia a tutti.
barattolo mamma micio barattlo 2
barattolo bimbibarattolo aurora
sierra e alberosierra e neve