Recensioni Libri

Recensioni libri: Maria accanto, Matteo B. Bianchi

maria accanto

MAMMA, HO VISTO LA MADONNA!

Ho conosciuto la Fandango l’anno scorso, grazie alla loro pubblicazione di James Baldwin Se la strada potesse parlare, e mi sono abbastanza innamorata dei loro romanzi.

A Bookpride, quindi, non potevo saltare il loro stand e mi sono portata a casa Maria accanto, di Matteo B. Bianchi.

La storia è quella di Elisabetta, una ragazza normalissima (impiego come segretaria presso un ufficio dentistico, mamma Adele, amici con cui passare le serate, un fidanzato bello ma scemo… insomma, nella norma) a cui però un giorno appare, dal nulla, la Madonna. Quella vera, mamma di Gesù, con tanto di velo azzurro da iconografia.

L’intento di Maria è quello di visite “ufficiose”: è da un po’ che manca dal mondo e ogni tot ritiene doveroso aggiornarsi. Chiede questo a Elisabetta, di accompagnarla nella quotidianità per restare al passo con i tempi.

Così, tra una seduta di shopping e un aperitivo, sempre con la Madonnina di fianco, Elisabetta si trova a fare i conti con la sua età adulta, con il significato di amicizia e con desideri che non aveva mai provato prima.

Devo dire che il romanzo è molto scorrevole, ma mi aspettavo un po’ di più. Prima di tutto, ma sarà che io sono abituata bene (o male, dipende dai punti di vista) con Christopher Moore, quando si parla di temi di questo tipo quello che cerco è proprio una buona dose di ironia, anche dissacrante, che invece qui è mancata.

La narrazione infatti resta quasi per tutto il romanzo molto “soft”, non ci sono grandi drammi o avvenimenti portanti, se non uno verso la fine del romanzo.

Avrei preferito anche più approfondimento psicologico di Elisabetta e soprattutto di vedere più implicazioni sociali, di cui c’è un accenno. Insomma, questa per mesi ha parlato da sola, possibile che passi tutto in sordina?

Sono giunta quindi al finale con un “boh”, magistralmente spazzato via dalle ultimissime pagine.

La chiusa del romanzo è perfetta, e lascia con un senso di pace veramente supremo.

Però non basta, a portarlo in cima ai miei preferiti dei Fandanghini.

Resta quindi un romanzo che aveva ottime possibilità che però poteva dare di più.

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