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Recensioni libri: La Colpa, Ghirghis Ramal.

Copia di BASE POST RECENSIONI

Mustafa Jamal è egiziano, lavora in proprio. Vive con Luciano, il suo compagno, pianista che avverte i primi problemi di artrite alle mani. Mustafa è un manipolatore e un accanito giocatore d’azzardo.

Intorno a Luciano gravita Michela, amica e vicina di casa, con il figlio Stefano, appassionato di politica e attivista, che vi avvicina a Bilel, giovane cugino di Mustafa, fervente islamico.

Mustafa, per il quieto vivere e per dare compagnia alla madre, sposa in Egitto la bella Aida, perdutamente innamorata di lui. Ma quando la madre di lui muore, Mustafa viene travolto dai sensi di colpa, lasciandosi trascinare dal cugino, sempre più alla deriva estremista di una religione che tuttora non capiamo…

Questo romanzo mi ha colpita tantissimo, devo dire la verità. L’ho conosciuto grazie al suo editor, Stefano Izzo, che ce ne ha parlato durante il corso di editing.

Credo che sia il primo libro in assoluto che leggo con protagonisti musulmani (e scritto da un musulmano) ambientato in Italia, ed è stato un po’ uno shock. Avevo tre visioni infatti: quella, passatemi il termine che oggi sono stanca, “scialla”, di Mustafa e del fratello Tawfik, che sì credono ma fumando e bevendo, senza essere osservanti, poi la visione di Jasmine e della sua famiglia, una visione dell’Islam pura, dedita e al prossimo, e infine quella di Bilel e del padre, la visione estrema, dove chiunque non la pensi allo stesso modo è un infedele…

A questo si è unita la difficoltà a far quadrare la convivenza e la relazione travagliata tra Mustafa e Luciano. Luciano, circondato da personaggi sanguigni, è l’unico razionale, che prova a pensare e a fare un bel respiro prima di agire, ma si trova vittima dell’amore per Mustafa, che non lo vuole “liberare” dalla loro relazione.

La storia, avendo i capitoli alternati tra un personaggio e l’altro, da una visione corale della vicenda che personalmente mi piace sempre moltissimo.

Ho apprezzato tanto gli inserti politici, sfruttati nei dialoghi tra i personaggi, perché facevano riferimento alla situazione politica dell’Egitto, su cui ammetto candidamente di non sapere nulla.

Lo consiglio davvero tanto perché credo che ora come ora sia sempre più necessario approcciarci a questa religione, per iniziare ad aprire la nostra mente e comprendere…

 

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