Recensioni Libri

Recensioni libri: Mi sa che fuori è primavera, Concita de Gregorio.

UN PUGNO NELLO STOMACO CHE PARLA DI RINASCITA

 

Questo libricino, così piccolo ma così grande, mi è stato regalato a Natale da una delle mie Besties. Purtroppo non conoscevo Concita de Gregorio e dunque mi sembrava un ottimo modo per recuperare. Devo avvisarvi, però, che non si tratta di una lettura leggera, anzi.

Probabilmente cedendo alla sua natura giornalistica, Concita parte da un terribile fatto di cronaca, che ricorderete senz’altro: la scomparsa delle gemelline Alessia e Livia Shepp. Dopo le vacanze di Natale, il padre doveva riportarle a scuola. Cosa che non è mai avvenuta. Lui si è ucciso in Puglia (il suo viaggio parte dalla Svizzera tedesca, con le bambine), le bambine non sono mai state ritrovate.

Il romanzo ha la voce di Irina Lucini, mamma delle bambine. La sua storia, declinata attraverso lettere a diversi destinatari (alla sua nonna, alle maestre delle bambine che non le volevano restituire compiti e disegni, al PM italiano che ha preso in mano la vicenda…), ci porta ad affrontare con lei l’assenza terrificante e senza pace e le domande che non smetterà mai di farsi, fino alla decisione più dura: quella di continuare a vivere.

Sì, perché in un caso come questo, dove sei madre, il pensiero sociale non accetta che tu continui la tua esistenza, che perfino torni ad amare. Per la società sei snaturata, ma come puoi? E invece Irina ci mostra che non solo può, ma deve. Per sé, per quello che le è stato tolto e per le sue bambine.

Ho amato molto le incursioni dell’autrice, che ci porta direttamente a vedere Irina per capirne davvero la sua forza.

Abbiamo davanti un romanzo tosto, che può far male e che proprio per questo aiuta a guarire.

Assolutamente consigliato.

 

4 pensieri riguardo “Recensioni libri: Mi sa che fuori è primavera, Concita de Gregorio.

    1. Capisco, ci sono parti che sono inevitabilmente molto forti, anche se non sono assolutamente l’intento narrativo generale. Quindi ti consiglio di rimandarlo quando sei un po’ più tranquillo

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