RaccontAmi

Racconti da un titolo: Una passeggiata nei boschi.

Il calore sulle spalle, preciso e pungente, era sparito da un pezzo. Rimaneva il bruciore, a ricordarle quanto avessero camminato. Il segno della scottatura a ridosso della bretella le era sempre piaciuto, da mostrare con fierezza perché noi di domenica andiamo in montagna a camminare, mica ci chiudiamo nei centri commerciali, con l’aria condizionata a quindici gradi e il mondo che muore.

La luce del sole aveva virato verso l’ambra, le sembrava di guardare attraverso le perle della sua collana preferita. Fossili. Mi sa che finiremo così anche noi.

Per tutto il tempo tra di loro aveva convissuto un animato chiacchiericcio. Quell’amabile parlare di ogni tema, nonostante l’affanno. A volte inventavano le parole delle canzoni. Le storpiature li facevano scoppiare a ridere. Per forza non vedevano mai animali, con quel baccano.

Fino a quel momento. Le orecchie erano tese, in ascolto di qualsiasi rumore. Il fiato risparmiato. Soprattutto il suo. Si concedeva profonde ispirazioni col naso, ma l’ossigeno restava giusto nell’anticamera dei polmoni. Inspira, espira, cammina, inspira, espira. Aveva scordato il Ventolin a casa. Anche di questo avevano riso.

Le gemme di ambra tra le fronde degli alberi erano sempre più basse. A breve le avrebbero raccolte dal loro cammino, finché non ce ne sarebbe stata nemmeno una. Il sole a prendersi il suo giusto riposo, una lunga notte di riposo.

Ma la strada non è sempre una? Quella in discesa?

“Fermiamoci un attimo.”

“Ce la faccio, andiamo avanti ancora un pezzo.”

“No, fermiamoci un minuto. Dobbiamo bere.”

Bevve un sorso appena dalla borraccia già a metà. Quasi faticò a mandar giù, per la gola contratta dalla concentrazione.

Quando tolse lo zaino capì quanto fosse stanca. Le braccia tese per lo sforzo, le gambe ridotte a due budini. Avevano proceduto per inerzia.

Lui si chinò sui talloni alla sua altezza per baciarla. Le lanciò l’occhiata sbieca che le riservava quando sapeva che stava per esplodere. Non quella volta, sarebbe rimasta lucida anche lei.

“Che avventura” gli disse in un sussurro. Avrebbe voluto che la sua voce risuonasse cristallina e vivace, ma fu giusto un soffio.

“Già” rispose solo lui.

 

 

PS: questo racconto NON fa parte del romanzo! Tutti gli estratti con l’# raccontidauntitololkl sono pezzi miei o di altri scrittori ispirati liberamente ai titoli degli altri romanzi.

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