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Racconti da un titolo: Chilean Electric, pt 2 (conclusione)

Progetto senza titolo (1)

“Allora, mijo, tieni bene gli occhi aperti. Tu hai un solo compito, assicurarti che la luce sia spenta, altrimenti faccio la fine della mariposa.”

“Della falena, papà, sono le falene che si bruciano con la luce.”

“Pure un figlio saputello mi doveva capitare! Pi, è spenta la luce?”

“Certo!”

“Hai ricontrollato?”

“Due volte, come mi hai insegnato tu.”

“Mi fido, eh.”

Il padre salì sulla sedia e svitò la bolla di vetro. Dopo averla guardata, la porse al figlio.

“Vedi, una delle antenne è bruciata. Passami l’altra.”

Pedro gli passò la lampadina nuova, che aveva una forma più allungata, elegante.

Rober si stiracchio, poi avvicinò il pezzo nuovo con la presa. In quel momento iniziò a urlare e agitarsi, colto da una scossa.

Pedro lasciò cadere la scatola con tutte le lampadine nuove, che andarono in frantumi, prima di correre in lacrime dalla madre.

“Mamma! Papà si è fatto male!”

Ines balzò in piedi, abbracciando il figlio e chiamando il nome marito, che apparve piegato in due sulla soglia. Non dal dolore, ma dalle risate.

Mijo, è uno scherzo! Così impari a fare il saputello” gli disse prendendolo dalle braccia di Ines, che intanto lo insultava urlando in spagnolo.

“Non è successo niente. Sei stato bravissimo, era solo uno scherzo. Tranquillo, sono qui” gli aveva detto dandogli un bacio sulla testa e stringendolo forte e Pedro, mentre aveva ancora le guance in fiamme, non sapeva se sentirsi più arrabbiato o sollevato.

Quella sera aveva trovato la lampadina fusa sul cuscino, con sotto due biglietti per il parco di divertimenti vicino casa.

 

Pedro fece passare le dita ormai adulte sulla superficie liscia e fredda, che in quel momento gli sembrava scottasse. Gli occhi gli si riempirono di lacrime. Con il respiro corto provò a ricacciarle indietro, quando rientrò Livia.

“Scimmione, sono a caaaasa.”

“Ehi” riuscì a rispondere lui con voce incrinata.

Livia gli andò incontro, allarmata: “Amore, stai bene?”

Quando lo raggiunse, Pedro la abbracciò forte, poggiando la testa sul suo petto come aveva fatto con il padre, sentendo le prime lacrime, dopo quasi trent’anni, bagnargli le guance.

“Tranquillo, sono qui” gli disse lei, passandogli una mano tra i capelli e lasciandogli un bacio sulla fronte.

 

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