RaccontAmi

Racconti da un titolo: Magari domani resto.

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Magari domani resto,

avrei voluto dire ai tuoi occhi verdi.

Non si parla mai ad altro se non agli occhi. Chi non lo fa ti sta dicendo una bugia. Io di bugie non ne ho, non le avevo nemmeno a Carnevale.

Ho omissioni e colpe, senza dubbio, come in una qualche preghiera che con conosco.

Anche la valigia è verde, dentro poco o niente.

Un paio di libri, dei quaderni, qualche collana. Non ho idea di cosa combinerò.

Come guardare un muro insormontabile a una spanna di distanza. Vedi solo le montagnette aguzze dell’intonaco, e sai che tagliano perché da bambino quando andavi in bici e facevi la gare tuo cugino ti stringeva apposta nella curva della casa bianca, perché lì il muro era grezzo e se non rallentavi ci finivi addosso e ti facevi male.

Qualche lezione l’ho imparata, dopo tutto, e so che sugli spuntoni non si va, ci si sposta, si rallenta. Si cerca un’altra via.

La via è quello del biglietto puntinato nella borsa, del treno.

Magari starò solo lì sopra, ingannerò il tempo, sognerò storie di cervi e gufi che avvisto nei campi, veloci e fugaci come le apparizioni nell’angolo cieco della vista. Ci sono o forse no, chissà.

E poi tornerò.  Perché tornare è il fratello di restare. Il figliol prodigo.

Ma sempre parte della stessa famiglia.

 

 

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