Recensioni Libri

Recensioni libri: Dietro anime d’inchiostro, Marco Chiaravalle.

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Conoscere nuovi autori per me è sempre un piacere, e devo dire che con Marco si è sviluppata da subito una buona intesa. Sarà per il suo accento romanaccio che tanto mi è familiare, sarà perché nostro mal grado abbiamo visioni estremamente simili della scrittura, sarà perché, a me, il suo libro è piaciuto molto.

Bandissimo alle ciance (e col fatto che il protagonista si chiama Bandini, andiamo proprio a nozze!) e partiamo.

  • Trama

Marco Bandini è uno scrittore emergente. Almeno, questa è la sua idea. Il suo romanzo, un poliziesco, resta infatti incompiuto tra i file del suo pc mentre la sua vita scorre lenta: il lavoro alle poste, una fidanzata bellissima, Michelle, che l’ha lasciato.

Due incontri stravolgeranno la sua routine: quello con Alice, ragazza dagli occhi tristi che non legge mai le ultime pagine di un romanzo e quello con Mike. Il suo personaggio! Uscito direttamente dal libro per sollecitare all’autore il compimento della storia.

Da quel momento la vita di Marco galleggia tra sogno e realtà, un andirivieni tra il dietro lo specchio e non, per citare appunto Alice in Wonderland. Perché mentre la storia con Alice nasce, Michelle torna… E niente è come sembra, o come Marco ricorda…

  • Recensione

Il romanzo è strutturato molto bene e i capitoli corti, che io personalmente apprezzo sempre parecchio, attivano il meccanismo volta pagina che tanto piace a noi scrittori. Le storie di Marco scrittore e Marco personaggio si intersecano, per chi conosce l’autore non è difficile scorgere i punti di incontro. La storia però vive di vita propria, regge molto bene il confine con il fantastico. L’ingresso di Mike mi ha ricordato un sacco uno dei miei film preferiti, Stranger than Fiction con Will Ferrell, dove un’autrice si trova alle prese con la conoscenza diretta del suo protagonista. La scrittura è molto diretta e precisa, avrei forse limato in certi dialoghi la riproduzione di certi modi del parlato romano, ma direi che comunque può starci e non sfocia mai nell’eccessivo.

I personaggi mi sono piaciuti tutti, compresi gli amici che fanno da spalla al protagonista. Sono, passatemi il termine, macchiette realistiche, perché di persone così ne esistono davvero (super nerd, quelli convintissimi di essere grandi artisti…).

Il romanzo inoltre ha a tratti capitoli significativi di denuncia sociale. Quella che mi ha colpito di più, e di cui vi parlerò nel Cosa mi ha lasciato, è quella riguardo i bimbi del campo rom. Le altre le avrei limitate decidendo a quale dare priorità (io personalmente, oltre alla questione rom, avrei scelto di concentrarmi forse solo sull’editoria).

Una lettura molto scorrevole, onirica, con un finale a sorpresa.

E, a proposito di finale, l’autore consiglia di ascoltare il capitolo dell’epilogo con questa canzone degli Alterbridge (a partire dal momento della spiaggia). Io l’ho fatto e giuro che l’effetto ne vale moltissimo la pena, da pelle d’oca!

  • Cosa mi ha lasciato

Credo ormai sappiate che durante la primavera-estate del 2017 sono stata in esilio a Roma grazie a una trasferta di soli quattro mesi. Lavorando a Testaccio passavamo vicino a un edificio, poco lontano dall’ex mattatoio, dove adesso vivono dei rom. Io sono un po’ matta, e questo lo sapete, e ho una passione per curiosare in giro. La mia vista da falco non si fa mai scappare un uccello particolare, una farfalla, un insetto strano (purché non mi faccia paura, ovvio). Ebbene quel giorno ho scorto una roba verde brillante che si muoveva. Un secondo dopo ero chinata a esaminare il bruco, e subito mi hanno raggiunta due bimbe rom, con cui ho iniziato la verifica a questo coso stranissimo, mentre insieme ci chiedevamo ma che era. Tutto questo per dire che i bambini sono bambini, e giocano tutti ma tutti allo stesso modo. E Marco, in modo molto dolce, ce lo ricorda ancora una volta nel suo romanzo.

  • LINK

Lo trovate QUI, direttamente sul sito della CE.

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