altro · Quattro chiacchiere con l'autore

Quattro chiacchiere con l’autore: Roberta Bianchessi.

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Io e Roberta ci conosciamo da una vita. Credo siano ormai, almeno, cinque anni. Abbiamo intrapreso insieme il nostro primo laboratorio editoriale su un romanzo (del suo vi parleremo dopo, il mio è quello abbandonato in favore di Look Left, ve ne ho parlato qui ), ci siamo approcciate insieme al mondo editoriale, ci siamo date una mano quando e come potevamo, condividendo questa strada che solitamente si fa soli.

Come per Se muori fatti vivo, provo verso i suoi romanzi un affetto profondo da zia, perché li vedo nascere, crescere (qui ci sta correre, ma non voglio rubare lo spot ai pannolini). Anche perché diciamolo, il romanzo di un emergente non corre. Anzi. Si alza a fatica tenuto per le manine da mamma/papà autore. Cade, spesso non si rialza. Fa una fatica bestia a stare sulle sue gambe, figuriamoci a fare Ussain Bolt.

Anche un po’ di questo abbiamo parlato con Roby, di editoria e di scrittura:

  • Ciao Roberta e benvenuta! Descriviti in tre aggettivi.

 Resiliente, curiosa ed emotiva. Resiliente perché nonostante tutto giri nel verso sbagliato, un poco alla volta, riesco a modificare il mio assetto e strappare anche un aspetto positivo; curiosa perché amo viaggiare e conoscere nuove cose, provando magari a cimentarmi in nuove imprese (sono un po’ folle a volte) ed emotiva perché tendo troppe volte ad ascoltare il cuore anziché la testa, e non è sempre bene (e parlare in pubblico mi mette agitazione)

  • Il tuo primo romanzo è un thriller ambientato nella bergamasca. Ce ne vuoi parlare?

UN SEGRETO è COME UNA BUGIA è stata una scommessa con me stessa, scrivere un genere che amo leggere ma di cui non avevo mai provato a scrivere. L’ho scelto come lavoro editoriale, è durato un anno, e l’ho scritto ascoltando anche i pareri dei miei compagni/amici di penna cercando di limare quello che non andava. È la storia di un’amicizia nata in un’estate torrida, in un piccolo paesino della bassa (il mio, Bariano) dove tre ragazzi diversissimi si ritrovano coinvolti in una spirale di violenza. Uno di loro muore e nel presente odierno, Cristina, si ritrova a dover fare i conti con i sensi di colpa per aver taciuto una verità scomoda. Ma ogni segreto è destinato ad essere svelato, come ogni bugia a esser sbugiardata. E un’altra morte riapre le ferite mai chiuse del passato, innescando una serie di eventi che porteranno Cristina a doversi confrontare con i suoi fantasmi del passato.

  • Io ho amato particolarmente l’ambientazione nostrana, che gli ha dato credibilità. Che ricerche hai fatto in merito all’accuratezza e quanto ritieni sia importante?

L’ambientazione del mio paese è  tutta nei luoghi che conosco e frequento, come la stazione di Treviglio e l’ambientazione milanese. Io adoro Milano e, quando posso, salgo sul treno e mi ci immergo una giornata intera.

  • Il tuo secondo libro, Acqua & Menta Ghiacciata, invece è un racconto molto intimo e toccante che riguarda l’Alzheimer. Non è facile mettersi così a nudo in una narrazione. Vuoi parlarcene?

Scrivere aiuta molto a lasciare andare il dolore, a renderlo più sopportabile. Ho avuto mia madre malata di Alzheimer dal 2001 al 2007 e posso dire di avere combattuto una battaglia con lei. È difficile ottenere aiuti dalle strutture e relazionarsi coi medici quando tutto quello che percepisci è che il tuo caro si sta poco alla volta trasformando in un estraneo, la sua personalità si frantuma e raccogli giorno dopo giorno i cocci di quello che era. È una malattia subdola, che strappa lentamente la dignità oltre la memoria di chi ne è affetto. Acqua&Menta è nato in un attimo di colore, dove il verde della speranza ha premuto con forza tra l’accozzaglia di pensieri e ricordi, perché senza ricordi non siamo più nessuno. È stato il mio modo di dire a chi mi sta attorno che un malato di Alzheimer non è un fantasma, è vivo fino a quando respira, magari con qualche ricordo in meno, ma ha la sua dignità e va rispettata anche nella malattia.

  • Quindi siamo già a due generi: thriller e intimistico. Nuovi progetti?

Il prossimo sarà il primo di tre libri fantasy, che comporranno una seria che è legata ad altre storie che ho scritto ma non ancora editato.

  • Domandona di rito per tutti gli scrittori. Stato dell’editoria: che facciamo per migliorarla? Che c’è che non va?

Premesso che son convinta che non si investa sui nuovi autori, penso che bisogni imparare ad auto-promuoversi e cercare di farsi conoscere con il passaparola dei lettori (che sono un poco lazzaroni in fatto di recensire i libri che leggono) e aprire una sorta di collaborazione tra autori (cosa che nel mio piccolo sto cercando di portare avanti anche se il tempo è poco e lo gestisco in tante attività). Sono una accanita sostenitrice del “fare gruppo e aiutarsi”. In fondo siamo tutti sulla stessa barca e scambiarsi consigli non può che essere utile per tutti. Ho partecipato a qualche evento e qualche fiera e se c’è sinergia si ottengono molti risultati, ovviamente non bisogna solo coltivare il proprio orticello.

  • Passiamo alle domande più light. Fuori dai tuoi romanzi, chi sei?

Abito con mio padre e due gatti (tre… quattro… oddio forse qualcuno in più – ormai casa Bianchessi è diventata una meta obbligata di passaggi felini per svuotare la ciotola). Lavoro in una ditta chimica e faccio un poco di volontariato animale. Il mio tempo libero lo spalmo tra LEGGERE, VIAGGIARE (ultimamente troppo poco), presto inizierò un corso di disegno e SCRIVERE. Amo gli amici che mi chiamano e mi trascinano nelle loro avventure, mi piace stare in gruppo e creare qualcosa che ci accomuni, fosse anche solo l’idea di una storia a più mani o di un viaggio rigenerativo. Sono convinta che volere è potere, basta crederci veramente e non scoraggiarsi, perché i risultati si vedono sul lungo periodo e solo se si tiene duro.

  • Il tuo super impegno animalista influisce nella tua scrittura? 

Be’, diciamo che c’è sempre qualcosa di felino in vista tra le pagine, nel primo libro la dedica al mio Red, che proprio mentre stavo per pubblicare è sparito 😞- nel secondo c’è una delicata istantanea con protagonista un gatto nei ricordi passati del protagonista malato di Alzheimer – nel terzo uno dei personaggi non poteva che essere un Felinio! 😃 Precisiamo anche che l’autrice delle copertine l’ho conosciuta proprio per questa passione, la bravissima Cristina Taverna, che con le sue opere grafiche aiuta i pelosi bisognosi.

  • Domanda idiota, ma spilucchi mentre scrivi (io sempre)? Se sì, cosa?

Ahahahah, spilucco e bevo. Dipende. Sono un’amante dei salatini e della birra, aiutano a carburare nei momenti di stasi. Il più delle volte ascolto anche musica e mi rilasso bruciando incensi, aiuta tutto a concentrarsi a secondo della storia che si sta scrivendo.

  • Un tuo sogno letterario…

Il mio sogno letterario, togliere dal cassetto la lunga serie fantasy scritta per metà a mano. La vedo lunga, ma prima o poi posso farcela. Al momento sono tre serie differenti che convergono nello stesso mondo.

  • I tuoi scrittori preferiti?

Terry Brooks per i fantasy, Sophie Hannah, Lars Kepler, Harlain Cobain, Angela Marson per i thriller noir, Agata Christie per i gialli.

  • Finiamo con la marchetta dei tuoi libri. Perché innamorarsene (come ho fatto io)?

Un segreto è come una bugia mi piace perché mi ha permesso di immedesimarmi in Cristina, con le sue paure che si è trascinata dall’infanzia per un segreto che ha mantenuto per non ferire una persona a cui teneva, finendo con il danneggiarne un’altra. È un thriller psicologico dove i personaggi emergono sulla trama, dove i loro dubbi, le loro paure, la loro umanità prevale sull’azione. A fine libro mi son trovata a pensare, perché abbandonare Michele Segreto e Angelina Velasquez? Facciamoci un seguito… in realtà sarebbero due le storie che ho in mente ancora per loro. Vedremo.

Acqua&Menta Ghiacciata è un libro di cuore, andando oltre la trama intrecciata a tre voci, quello che deve emergere è il senso di frustrazione di chi combatte una malattia per qualcuno a cui si vuole bene. Anche se quel qualcuno finirà per non riconoscerti più alla fine, o così potrà sembrare. Ma dentro, sono convinta, i ricordi non appassiscono come le emozioni che si provano. Ciò che dice la bocca non sempre è quello che prova il cuore. Non è un libro piacevole, è un libro che vi lascia l’amaro in bocca… qualcuno l’ha tacciato di pietismo. Io dico solo, leggetelo col cuore.

 

Eccovi i link Amazon, spero tanto vogliate dare un’opportunità a questa talentuosa amica: Un segreto è come una bugia , Acqua & Menta Ghiacciata

 

2 pensieri riguardo “Quattro chiacchiere con l’autore: Roberta Bianchessi.

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