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Look Left Memories: Il nome della Reflex.

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Nel mio nuovo libro, Look Left, la fotografia gioca un ruolo importantissimo. Pedro è un fotografo ed è proprio grazie a questo che lui e Livia faranno il patto di collaborazione.

La sua reflex si chiama Olga. Ma… perché?

Mi è sempre piaciuta la fotografia, fin da piccola. Certo, è sempre stata solo un hobby. La mia espressione artistica è, e rimane, la scrittura. Però catturare le immagini è un po’ come scrivere, è vedere storie dappertutto.

E un oggetto così importante, che ti permette di catturare un momento e tenerlo per sempre, non può non avere un nome.

Grazie (o per colpa) mia, la Reflex di una delle mie migliori amiche è stata ribattezzata Giacomino.

Eravamo a Parigi, di fronte a una qualche chiesa di San Giacomo, e io ho iniziato a fare la turista scema, che parlava con un accento improponibile, continuando a dire Giacomino, Giacomino. E Giacomino è rimasto!

La mia di Reflex, invece, si chiama Fosca. Sempre nome scelto con le mie amiche, quelle fuori di melone. Stavamo guardando il film di Verdone sui matrimoni (ora purtroppo mi sfugge il titolo. Ma è quello di Lo famo strano, impossibile da confondere!) e il nostro personaggio preferito era quello di Fosca, interpretato dalla Pivetti. Mai amore fu così fulgido, tanto da omaggiarlo con il nome della mia amata macchina fotografica.

Quella di Pedro, invece, si chiama Olga. Come la Reflex di un carissimo amico, colui che per primo mi ha insegnato come impugnarla, come impostarla. L’apertura focale, il tempo di scatto, l’esposizione…

Eravamo a Monaco di Baviera. Fosca era appena arrivata in casa Crotta-Napolitano, in vista del mega viaggione coast to coast che avremmo fatto quell’estate. E non si fa un viaggio così senza una macchina fotografica come si deve. Ma non si parte nemmeno in automatico, senza saperla impostare. Così, per tutta una vacanza (la più gelida della mia vita, faceva un freddo cane) Fabio mi ha illustrato, con la pazienza che lo contraddistingue, come usare Fosca. Da allora, sono passati tre anni, ne sono passati di scatti. Alcuni trascurabili, alcuni buoni, alcuni (secondo il mio modestissimo parere) meravigliosi.

La parete delle fotografie di Pedro, descritta nel mio libro, porta degli omaggi proprio a queste fotografie. Non solo mie, ma anche dei due fotografi che mi hanno ispirata di più. Fabio, appunto, e Alessandra.

Se anche voi amate la fotografia, non vi resta che scoprirle nel mio libro, e provare a immaginarle:

https://bookabook.it/libri/look-left/

7 pensieri riguardo “Look Left Memories: Il nome della Reflex.

    1. Grazie mille! é proprio il mio scopo, far conoscere la mia storia per come l’ho vissuta, rendervi tutti più partecipi e “ingolosirvi”

    1. Sì è proprio quello che suscitano. Io non mi sento minimamente all’altezza perché per esempio salto quasi sempre a piè pari una parte fondamentale del processo, cioè la post produzione. è un po’ come scrivere e non editare il testo 🙂 Quindi sulla fotografia sono proprio a livello amatoriale!

      1. Verissimo! Infatti nello scatto in sé sono migliorata 🙂 Però i miei sforzi sono sempre concentrati sulla scrittura, giustamente. Le fotografie le lascio a Pedro, il mio amato protagonista, che il fotografo lo fa di professione!

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