GioveMemories

GioveMemories: Mio fratello Vs Un auto ferma

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Non ho ancora scritto nessuna memoria che riguardi mio fratello ma, ora che ci penso, potrei fare una rubrica solo su di lui (così finalmente smetterebbe di frantumarmi i cosiddetti ogni volta che esce un mio libro chiedendomi, con la voce di Troy McLure dei Simpson, “Parla di meeee?“) e sulle innumerevoli cazzate da lui combinate.

Premessa, in famiglia siamo tre figli, come già detto. Io sono la maggiore, poi c’è mio fratello, infine mia sorella.

Lo stacco di età tra di noi è davvero poco (tre anni con Tiziano e cinque con Angelica), il che ci ha portati a crescere e a giocare insieme.

Abbiamo sempre avuto un’immaginazione fervida, e per questo siamo stati gli indiscussi leader della nostra via e del gruppo di bambini che vi abitavano (adesso, non immaginateci tipo baby gang -anche se la mia indole dice diversamente-. Eravamo solo quelli che inventavano i giochi per tutti quanti.).

Eppure la memoria di oggi non parla dei giochi inventati da noi, ma del più tradizionale di tutti: nascondino.

Giocavamo a nascondino solo quando eravamo in tanti, perché così potevamo truccare la conta e far star sotto i poverini che ci raggiungevano dalle vie limitrofe (dunque, essendo outsider, questo era il prezzo che pagavano).

Inizia la conta e noi iniziamo a correre. Immaginatevi la mandria del Re Leone. Ecco, eravamo così.

Mio fratello, da idiota qual’è, decide bene di girarsi a guardare me (mentre continua a correre!) invece di guardare dove cavolo metteva i piedi.

Ebbene, correndo, si è schiantato contro un auto parcheggiata a fianco del marciapiede, che lui ovviamente non aveva visto!

Non riesco ad esprimere i venti secondi di panico mentre stava a terra con la faccia da triglia non respirando (adesso mi viene da ridere, ma sul pezzo non è stato proprio piacevole).

Quando si è ripreso, a suon di ceffoni dalla sottoscritta, siamo saliti mestamente.

Io mi sono beccata un cazziatone (classico), poi tutti e cinque in ospedale per farlo controllare.

Questo, più o meno, il discorso al pronto soccorso:

“Cosa è successo?”

“Ha sbattuto contro un auto.”

“Quindi è stato investito?!”

“No… la macchina era parcheggiata.”

 

Morale della favola, non si era fatto un cazzo, ma a me sono stati detratti senza dubbio un buon cinque anni di vita (grazie eh!).

Ecco, in breve, chi è mio fratello (luv u bro, anche se sei un cretino).

5 pensieri riguardo “GioveMemories: Mio fratello Vs Un auto ferma

    1. Ma che cattiva persona, era proprio il mio intento! Io mentre ci ripensavo ridevo tantissimo. Sul momento non è stato molto bello, ma adesso è proprio una di quelle storie che diverte un sacco 🙂

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