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Il Racconto del mercoledì: Gli uccellacci di Onore.

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Erano rimasti in pochi e lo sapevano. Gli uomini avevano smesso di cacciarli da tanti anni ma restavano ancora, a imperitura memoria, le trappole costruite un tempo.

Si chiamavano Tondici ed erano enormi uccelli, una volta migratori, con delle piume resistenti ma morbide come seta.

Avevano smesso di migrare quando avevano trovato un paesuncolo in montagna, Onore, pieno di quell’erbetta saporita di cui andavano ghiotti.

Il grosso guaio per i Tondici era non saper uscire dai quadrati. Per questo, dopo i primi ritrovamenti delle magiche piume, gli abitanti del paese avevano innalzato delle enormi travi creando dei quadrati. Bastava metterci sotto l’erbetta e il gioco era fatto. Il Tondico ci restava intrappolato e in men che non si dica si ritrovava tutto nudo e senza piumaggio.

Dopo le prime catture gran parte dei Tondici volò via ma i più golosi e pigri –già spiumati per altro- non se ne vollero andare e restarono al paese.

La memoria degli agguati gli restò sempre e per quello chiamarono in gran furia un concilio dopo che Tondetto, il più giovane, ebbe visto quella scena.

“Su, Tondetto, racconta” lo incitava Tondone, il capo del gruppo.

“Io, io…”

“Avanti, non aver paura” lo spronava Tondella, la bella del gruppo anche senza piume.

“Ho visto… due umani. Un maschio e una femmina. Il maschio le ha preso la mano e poi sono andati verso le trappole. E… parlavano. “Ma chi sa a cosa servono” diceva la femmina e il maschio ha detto: “Forse a catturare degli enormi uccellacci!”. Ecco, ora lo sapete!”

I Tondici tutti trasalirono alle parole del loro giovane fratello. E se invece delle piume questa volta si fossero presi altro?

“Dobbiamo andarcene” sentenziò Tondaccio, il vecchio Tondico. Il primo a finire spiumato.

La mattina dopo a Onore nevicò.

Nessuno seppe mai che era solo una copertura per il volo dei Tondici, in viaggio verso un posto caldo e strano come loro. Un posticino chiamato Isola di Pasqua.

 

 

PS: so che anche questo racconto, come quello di Bombo, per voi non vorrà dire nulla e anzi penserete che io sia più ammattita del solito. Una persona però lo capirà, e tanto mi basta. Ancora buon compleanno, cucuzzolo.

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