Il Libro che...

Il Libro che: mi ha tenuta sveglia più degli altri. Misery, Stephen King.

Il libro che_Misery

Facile, direte voi. Per un libro che non ti ha fatta dormire ne scegli uno di King. Ma grazie tante. Il motivo in realtà non è la paura, sentimento che il nostro Stephen ci scatena da sempre, ma la suspence.

  • When

Mi trovavo in Sicilia. Era la prima volta che ci portavo Andrea e per me era una cosa importantissima. Fargli vedere da dove gli era arrivata questa tizia che chiama tovaglia qualsiasi pezzo di stoffa utilizzabile, fargli un po’ capire il perché di certe mie stranezze, farlo innamorare del mio mare. La vacanza, sebbene corta, giusto una settimana, è stata bellissima. Abbiamo visto Palermo, lui è stato minacciato da mia nonna per fargli mangiare tutta la frutta, abbiamo mangiato tantissimo (Andrea si è segnato su un foglio tutto quello che provava di nuovo, incluso il Gello di Melone di mia zia). Insomma, proprio uno di quei viaggi a cui ripensi quando vuoi sentirti meglio. E in questo paradiso idilliaco, si inserisce perfettamente il mio adorato Stefano Re.

  • What

Amo leggere in spiaggia. Be’, amo leggere ovunque, ma in spiaggia è quasi più speciale. Sarà per il rumore delle onde, sarà perché intanto mi abbronzo, sarà quel che sarà, ma la lettura in spiaggia resta uno dei piaceri irrinunciabili della mia vita (più gradito adesso che in terra lombarda non mi capita mai). Sapevo ovviamente che Misery era uno dei capolavori di King, ma come fare a sceglierne qualcuno in una produzione così vasta? Il mio primo King è stato Ossessione, alla tenerissima età di dodici anni (devo dirlo ancora che sono cresciuta a pane e Stephen King?). Essendo uno degli autori preferiti di mio papà, con King ci sono cresciuta in modo letterale. Quindi all’età di ventitré anni (credo, più o meno) mi sentivo un po’ una stronza a non aver ancora letto Misery (nonostante avessi già letto It, Cose preziose, Carrie e mooolti altri) e ho ben deciso di portarmelo al mare come lettura da ombrellone (le altre Cinquanta sfumature, io Misery. Mi auto-lovvo). Ebbene, la narrazione mi ha trascinata dentro quel mondo subito, in modo quasi violento. E credo che la differenza, rispetto agli altri libri, sia stata la presenza dei pezzi scritti da Richard appunto sulla sua protagonista Misery. Un libro nel libro, una storia nella storia. La febbrilità della scrittura, l’ansia di essere costretto a letto e in balia di una psicopatica (ma Kathy Bates che maestra è stata nell’intrepretarla?), l’inverno fuori dalla finestra. Insomma, una trama perfetta scritta in modo ancora migliore. Vi dico solo che mi svegliavo alle otto del mattino (in vacanza!!!) per attaccarmi a quelle pagine, cosa che non mi capitava da tantissimi anni (credo dai tempi potteriani in cui le ore erano solo destinate alla lettura).

Non credo di essere bravissima a creare suspence (voi quattro che avete letto i miei racconti che mi dite?) e non so nemmeno se è il mio (inizio a credere che la mia strada letteraria sia un’altra, il mio royal baby inglese c’entra molto in questa presa di posizione), ma se c’è qualcuno da cui imparare, è sicuramente King.

 

 

11 pensieri riguardo “Il Libro che: mi ha tenuta sveglia più degli altri. Misery, Stephen King.

    1. Bellissimo anche le notti di Salem! Tuttora mi è rimasta la cosa di gonfiare i muscoli tipo Houdinì se si viene intrappolati con una corda (che muscoli poi, che sono mingherlina…). Cavoli pensa come cambia la percezione da lettore a lettore 🙂 Per me Misery è stato davvero il top, di una paura diversa e più subdola di quella suscitata da It, per esempio… Tutto questo per dire che: King è un mito.

  1. aah un mito lo è indubbiamente.. in realtà già da qualche anno mi sono dato a letture più “mature” (e il tempo libero è comunque sempre meno) ma ammetto che sarei curioso di ritornare alle origini e magari leggere qualcuna delle “nuove uscite”

    1. Di quelli nuovi io ho letto Sleeping Beauties che lui ha scritto con il figlio Owen. é molto ben costruito devo dire e con un messaggio di fondo che mi è piaciuto parecchio. Però del paparino c’è solo un tocco, si vede che gran parte del lavoro è di Owen (per chi come noi lo legge da una vita).

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...