Recensioni Libri

Recensioni Libri: I custodi del libro, Geraldine Brooks.

  • Trama

Hanna Heath è una giovane esperta di libri antichi e medievali. Il suo stupore è enorme quando, finita da poco la guerra a Sarajevo, le viene affidato un compito molto prestigioso: occuparsi del restauro della Haggadah di Sarajevo.

L’Haggadah è uno dei libri sacri per l’Ebraismo, ogni famiglia ne aveva una, ma questa è speciale per la qualità e il pregio delle miniature in essa contenute.

Grazie alle analisi di Hanna, ai suoi occhi esperti che estraggono frammenti dalla pergamena, ci ritroviamo catapultati in epoche diverse. Durante la seconda guerra mondiale, poi nella Spagna dell’Inquisizione, nella bella Vienna dell’ottocento, a Venezia, nel seicento. Un giro per l’Europa, sulla tracce di questo libro portentoso, delle mani che l’hanno forgiato, protetto, scambiato in cambio della loro vita…

Nel frattempo restiamo con Hanna, con le sue preoccupazioni e con il suo affrontare il mondo, i rapporti familiari e amorosi. Quella che è, insomma, la vita.

  • Recensione

Nonostante il romanzo parta in modo piuttosto tecnico, con la descrizione dell’analisi della Haggadah, la narrazione ci trasporta fin da subito nel suo mondo. L’autrice è capace di farci cambiare epoche, personaggi, narratori, senza mai farci perdere la strada. Una fantastica lezione di storia e di tradizioni. Vediamo la Haggadah passare di mano, essere testimone delle sofferenze di un popolo e dei gesti di grandezza di cui è capace. Uno degli episodi narrati, quello della seconda guerra mondiale, èispirato a fatti realmente accaduti, dove una famiglia mussulmana a Sarajevo ha rischiato la propria vita per salvare una ragazza ebrea quanto la Haggadah stessa, sottratta dal capofamiglia alla biblioteca per non vederla bruciare tra le fiamme.

Le parti storiche sono quelle che mi sono piaciute di più, non riuscivo a staccarmene, mentre tutte le vicende di Hanna sono un po’ più zoppicanti. La colpa temo sia un po’ della protagonista. Quasi anaffettiva per colpa della madre, ho fatto un po’ di fatica ad entrare in sintonia con lei, apprezzando comunque tantissimo la sua personalità e professionalità di restauratrice.

  • Cosa mi ha lasciato

Una sola cosa, importantissima. La cultura non ha religione, credo, partito politico.

Dovremmo davvero ricordarci che è più importante costruire scuole e biblioteche che centri commerciali.

 

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