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Pensieri sconnessi di un ex ventisettenne: Le cose che non possiamo più fare.

Ebbene, temo che potremmo essere arrivati al capolinea di questa fantasmagorica rubrica (a meno che, ovviamente, le ex-ventisettenni all’ascolto non mi propongano altri temi che al momento mi sfuggono!).

Quindi, per questa forse-per-adesso-ultima-puntata propongo un listone delle cose che non possiamo più fare in quanto ci siamo appunto evolute in queste figure ibride che stanno a metà tra i venti e i… insomma avete capito, quelli che vengono dopo!

-Fare l’alba

Non è che non possiamo per principio o che ci trasformiamo in Gremlins (oddio, non so, io probabilmente sì, visto che sono impastata con il sonno!), ma è sicuro che verso l’una (spesso anche prima, già a mezzanotte) la nostra veneranda età si fa sentire e la serata diventa tutto uno sbadiglio con tanto di “oh, ma che abbiocco mi è venuto…”.

-Uscire in compagnia che contano tra le venti e le cinquemila persone

Le “compagnie” sono uno dei tratti distintivi dell’adolescenza e della primissima età adulta. Hanno il loro nucleo iniziale, il loro fulcro, fino a una serie infinita di satelliti che vi gravitano attorno. Più grandi sono, più grandi diventano, perché proprio come per la gravità, l’attrazione di altri soggetti dipende dalla massa.

Io, che di natura fin da piccolissima sono sempre stata una misantropa convinta, le ho certe frequentate, e anche diverse, ma non sono mai stata una fan sfegatata di questi carrozzoni di gente (tanto è vero che ne ho viste sgretolarsi alcune, con la perdita puntuale di pezzi della coda del serpente).

A queste preferisco, ho preferito e sempre preferirò le amicizie vere, autentiche, che non esistono solo al sabato sera per uscire a intasare i locali e affittare le baite ma che vivono all week long.

-Mangiare un pasto completo con cinque euro al Mc

Io questo non posso più farlo da un bel pezzo, il mio palato e il mio stomaco si sono evoluti in egual modo un sacco di tempo fa, ma adesso vedo che il rigetto verso la cattiva cucina è generale. Piuttosto, andiamo al ristorante una volta sola ma almeno che sia il ristorante indiano che ci piace tanto tanto tanto.

-Essere spericolate

Non che siamo mai state abituè degli sport estremi, ma fino a un paio d’anni fa non ci pensavamo due volte a buttarci a capofitto nelle cose. Tipo dormire in spiaggia senza un minimo di organizzazione (vorrei vederci adesso, minimo non riusciremmo nemmeno a rimetterci in piedi uccise dai reumatismi!), passare una notte a Venezia in senso molto letterale (senza alloggio, per intenderci, ho dormito su una panchina), fare delle cose a Parigi inenarrabili e dormire un’ora prima di rimettersi in viaggio verso casa.

Magari lo faremmo anche adesso, però certo facendoci un paio di domande in più e provando ad andare, giusto quel filo, più sul sicuro.

 

Però, adesso che ci penso, potrei fare una lista delle cose che invece POSSIAMO fare. Perché crescere avrà pure qualche vantaggio, o no?!

 

4 pensieri riguardo “Pensieri sconnessi di un ex ventisettenne: Le cose che non possiamo più fare.

  1. io aggiungerei i vestiti che non possiamo più “permetterci”, se non altro per buon costume… mi vengono in mente i top sportivi usati in qualsiasi posto che non sia una palestra, collane tipo choker (quelle di plastica nera con i fili intrecciati), qualsiasi cosa troppo tamarra…

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