RaccontAmi

Il Racconto del mercoledì: Preghiera.

Vecchio esercizio di scrittura creativa rispolverato e sistemato.

Sempre con il dubbio che come gli altri possa diventare qualcosa in più.


Sono sul balcone, guardo da qualche parte di fronte a me senza nessun interesse. Non mi importa nulla del freddo, che ogni tanto mi scuote.

Resto con le mani giunte in una sorta di preghiera, appoggiate alla barra di ferro.

Gli avambracci mi dolgono, ci spingo sopra il peso di proposito. Non mi ricordo chi, né quando, mi ha raccontato che gli indiani d’America si ferivano, per dimenticarsi del dolore spirituale. Un chiodo batte chiodo della sofferenza, insomma.

Ma è sofferenza quella che sento?

No, non credo. C’è altro.

Tengo la sigaretta tra le labbra, appena. Tiro da un lato ed espiro dall’altro. Le mani sono occupate, come dicevo prima. La cenere cade appena davanti ai miei piedi.

Quella sigaretta sa di stantio, di chiuso, di occasioni perse.

Non so quanto ho scomodato gli dei in questi giorni perché tornasse. E adesso che è tornato… forse non lo vorrei qui.

Sono pazza, lo so. Del resto sono nata impastata con la confusione.

La sigaretta è finita, sono quasi al filtro. Sputo la cicca per terra, la spengo con la punta della scarpa. Nessuno può darmi una multa perché la lascio a terra a casa mia.

Rientro in casa, strappo dall’appendiabiti il cappotto rosso.

Esco.

Forse camminare mi schiarirà le idee.

 

 

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