Crazy London Adventure

Day 53 of 62. Climax.

Mi alzo e inizio a prepararmi il mio caffettino: il sole è tornato e il mio buon umore ne gioisce (ma questo non va affatto bene, perché devo scrivere due capitoli tristi e non posso essere felice, ti pare?).

Mentre la moka lavora, sento il trillo del telefono di Charlotte. Ma non doveva essere in ufficio? Oggi è venerdì!

Ebbene, questa è la breve storia triste di Charlotte, che mi racconta tra uno sbadiglio e l’altro appena finalmente esce dalla sua camera. Ieri pomeriggio è andata a casa di una tizia a rifarsi le treccine. Quelle che aveva fatto a inizio mese iniziavano già a cedere. Mai sentito, in tutta la mia vita, di treccine che durano un mese. Comunque, va dalla tizia e, morale della favola, finisce alle quattro del mattino. Alle QUATTRO. Il colore delle extensions non le piace, sono giallo paglierino (stile Nicki Minaj) e le trecce verso il finale sembrano non finite e tagliate grossolanamente. Cosa ti aspettavi, da un lavoro finito di notte? Provo ad aiutarla a fare un cucù che non mostri troppo il danno, mi propongo perfino di prestarle la mia fascia. Che disastro.

Esce di casa che è l’una passata, io sono già pronta per pranzare, e infatti il suo capo l’ha già chiamata per cazziarla. Mi torna in mente quella volta in cui non ho sentito la sveglia e i miei colleghi stavano per chiamare la guardia nazionale, e il mio capo era scoppiato a ridere quando gli ho detto, con candore “scusa non ho sentito la sveglia!” Che bei tempi, più o meno…

Comunque, essendo questi tempi decisamente migliori, pranzo e poi esco. Vado a piedi fino a un locale italiano che avevo già visto. E, come avevo intuito la scorsa volta, la barista è italiana. Ha la mia età ed è carinissima, infatti chiacchieriamo un sacco, poi… inizio a scrivere.

In queste settimane, durante entrambi i corsi che ho seguito, abbiamo parlato più volte di climax. Quel momento in cui la narrazione arriva al suo picco. Ebbene ci siamo. Con una playlist da tagliarsi le vene in cui la mia amica Lana Del Rey la fa da padrona, mi attacco a scrivere.

Dei due capitoli, di nuovo, riesco a scriverne solo uno. é più tosta di quello che pensavo. Sono comunque soddisfatta, quindi posso uscire nella serata londinese con gaudio.

Mi metto un po’ a camminare per smaltire tutti i dolci che ho trangugiato in questi mesi, una cosa davvero impressionante, e infine torno a casa, congelata. Oggi fa freddo!

Mentre si cuoce una bella e salutare zuppetta, telefonata con il mio Andreino. Poi Narcos (seconda stagione finita, again), Supernatural e The Walking Dead.

Poi libro e nanna.

Day 53, finished.

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