altro · Crazy London Adventure

Day 9 of 62. Il mio posto preferito di Londra.

Oggi la direzione principale è una: il mio posto preferito di Londra. Chi mi conosce sa già di che parlo, ma arriviamoci con calma. Ci incontriamo sulla banchina di King’s Cross diretti a nord: Camden! Arriviamo decisamente troppo presto, i negozi stanno ancora allestendo. In attesa che il posto diventi magico, andiamo a Regent Park, dove si trova lo zoo di Londra. Il parco è bello e dopo aver salvato Andrea da rovesciarsi addosso tutto il te bollente ci dirigiamo allo zoo. Che doccia fredda: 29 pounds di ingresso! Fieramente decidiamo che gli zoo non ci sono mai piaciuti, siamo molto contrari e ce ne andiamo a testa alta (salvo poi attaccarci alla staccionata da cui si scorgono le giraffe come due bambini poveri! ). Vediamo il Queen’s Mary garden, con le sue rose, poi finalmente… Il mio posto preferito in tutta Londra. E come potrebbe non esserlo? Lo amo ogni volta di più e ancora sa stupirmi, questo quartiere-mercato a cielo aperto. Andrea all’inizio è scettico, ma il Lock, con i food truck internazionali, conquista anche lui. Io mangio colombiano, lui un bagel con il brisket e una senape che ti apre il cervello. Squisito ed economico. Il tutto… Sotto il sole e senza giacca! Camminiamo dietro il Lock, sulla riva del canale, poi gironzoliamo. Ci viene l’idea di guardare una viuzza che sembra solo di cibo e invece… porta in un nuovo mondo, la mia America. Una parte sconosciuta e colma di meraviglie. Le Stables. Le vecchie stalle sono adesso negozi vintage, di musica, intervallati da statue bronzee di cavalli. Io giravo come una bambina al Toys, quindi decido che Camden mi attenderà per una mattina concettuale, leggasi di shopping intensivo. Acquisto una copia di Great Expectations di Dickens rovinata dall’acqua, quindi a metà prezzo poi Facciamo merenda da Chin Chin Labs,
Una sorta di pasticceria gelateria che fa quattro cose in croce ma magistralmente. Una è la cioccolata calda con nuvola di marshmellows arrostiti!
Si è fatta una certa e io inizio a farmela sotto. Il corso di creative writing, il motivo per cui sono qui, inizia oggi. Ho paura di non essere all’altezza, di non farcela. Paura che passa quando la classe inizia: siamo un bel gruppo eterogeneo di dodici persone e l’insegnante, John, ci mette subito a nostro agio. Quando ci presentiamo, racconto in breve la mia folle avventura e mi dicono tutti “congratulations!”. Il corso, proprio quello che speravo, è volto a darci gli strumenti per scrivere, e fare un bel ripassone dei fondamentali non può che giovarmi. E così anche alla mia storia. Sono davvero contenta! Finito il corso mi ritrovo col mio bello e poi ceniamo alla grande: sandwich di Salisbury e aranciata, in camera. La psico, stranamente, non urla.
Day 9, finally arrived and managed!

 

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