Crazy London Adventure

Day 8 of 62. The Natural history museum.

Piano della giornata: The Natural history museum. Io e Andrea ci incontriamo a Tottenham Court e poi andiamo a South Kensinghton, dove c’è la cricca dei musei (per citarli: il V&A, quello di scienze naturali, quello di storia naturale, l’Ismaili centre e il Royal Albert). La coda all’ingresso ci preoccupa, temiamo che non entreremo mai! Colazione da Starbucks (la prima dell’avventura!) Poi raggiungiamo il milione di famiglie che attendono. In realtà in dieci minuti siamo all’interno di questo posto incredibile. Ci accoglie infatti, all’entrata laterale, una scala mobile nascosta dal nucleo infuocato della terra. Stupendo! Lo stile è ampiamente divulgativo e interattivo, proprio per l’enorme affluenza di famiglie con bimbi. Come fossimo bimbi anche noi, iniziamo a perderci tra vulcani, meteoriti e nascita della terra finché non arriviamo alla sala più famosa del museo: quella della balena blu. Non ho ancora parole perché, all’ingresso, l’enorme scheletro di questo stupendo animale campeggia sulle teste meravigliate dei visitatori. Come se non bastasse, la sala in se è la più bella che io abbia mai visto finora. Costruita con l’intento di essere una cattedrale per la natura è esattamente ciò che è. Continuiamo il nostro giro (Andrea non mi vuole comprare nessuno dei quindici peluche che gli chiedo) e arriviamo alla riproduzione del T-rex. Diciamoci la verità… ma puoi fare paura con quelle zampette? Dai! Purtroppo il museo è finito e noi siamo affamati. Pranziamo in una catena francese di cui purtroppo non ricordo il nome infine andiamo in centro, dove scopro una cosa terribile. All’uscita di Westminster non ti accoglie più il Big Ben ma una sua versione impacchettata… So Sad! Gironzoliamo in zona finché non incontriamo Amalia che ci porta a Brixton, il quartiere di David Bowie. Bazzichiamo per il mercato, poi andiamo a berci qualcosa al pub Dove lavora mio cugino, il fratello di Amalia. Sono dieci anni che non lo vedo, chi è questo adulto che ho di fronte? Non eri un ragazzino?
Al di là di questi discorsi sul tempo che vola, ceniamo da Cabana, una catena brasiliana molto valida. Ci separiamo, come dei veri londoners, in metro. A casa, la volpe è tornata e mi scorta fin quasi all’ingresso. Chiacchero un’oretta con Charly, ormai sempre più a lion in a cage. Parleremmo ore e questo è un problema perché vado a letto tardi. Domani è il Big day: inizia il corso. E io non sono affatto sicura di farcela.
Day 8, sorted.

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