Crazy London Adventure

Day 2 of 62. Lo scoiattolo stalker.

Stranamente a quello che credevo, sarà forse la stanchezza, mi sveglio dopo nove ore di sonno filate. Il boiler, simpaticamente situato nella mia camera, non ha mi infastidita più di tanto e questa avvalora la tesi che io riuscirei a dormire anche sotto un bombardamento. Comunque, nel silenzio della casa -Charlotte è ancora a letto- mi alzo e decido così di riappropriarmi di quello che farà la differenza in questo lungo viaggio: la quotidianità. Mi preparo il caffè nella mia piccola moka rossa da uno, che Charlotte adora e che probabilmente le lascerò come regalo a dicembre. Mi segno mentalmente che devo comprarmi una tazzina, non mi piace bere il mio caffè nelle tazze da tè. Aspetto che il caffè salga (la mia prima esperienza di fornelli a induzione!) mentre guardo fuori dalla finestra (la cucina ha la finestra sopra il piano della cucina, e da sul giardino sul retro). C’è un ragnone che ha fatto una ragnatela enorme, al momento è l’unica cosa non intenzionalmente halloweenesca che vedo in giro. Comunque, ho una fame maledetta ma non voglio fare razzie delle cose di Charlotte. Mentre mi vesto, nella mia camera, vedo qualcosa di insolito con la coda dell’occhio: uno scoiattolo guardone se ne stava con le zampe appoggiate al vetro!

Il piano per la giornata è piuttosto semplice: Victoria and Albert museum e poi scrivere un po’. Il museo da casa lo raggiungo facilmente con la metro, nessun cambio sulla linea Piccadilly. Il viaggio, piuttosto lungo, lo passo con una bimba inglese che salutava tutti e chiedeva al padre a ogni fermata “daddy do we come off?” e lui carinamente le rispondeva (questo tipo per quaranta minuti) “not yet”.

Questo museo per me è sconosciuto, come tutti gli altri della zona (poco lontano il Royal Albert, il museo della scienza e quello delle scienze naturali). Il V&A è il più grande museo dedicato alle arti minori. Quindi moda, gioielleria, manifatture in genere. é molto peculiare e la struttura stessa è molto interessante, un po’ labirintica. Ci passo quasi tutto il giorno, tra kimono e anelli spettacolari (tralasciamo il passaggio alla National Art Library, sita dentro il museo, a cui accedono solo i membri del V&A o gli studenti di belle arti). Infine torno a casa, devo fare la mia prima spesa!

Entro da Tesco e inizio la mia piccola spesa, non posso caricarmi troppo per ovvie ragioni: casa non è lontana ma io non sono nemmeno la Montagna per caricarmi di roba. Prendo mele, carote, il te allo zenzero, del pollo e infine un pacco di pasta Made in Italy for Tesco. Dove, in Italy, non è dato saperlo. Quindi ho già deciso che prima o poi andrò a Neal Garden a comprarmi la Barilla e il sugo Mutti e ciao e grazie.

A casa, è presto e io sono ancora tarata sull’orario italiano, leggo un’oretta prima di cucinarmi il mio pollo, mentre ascolto Paolo Nutini (colpa di Veronica, ce l’avevo nelle ricerche recenti di Spotify). Dopo cena, telefonate di rito, cazzeggio al telefono, ancora leggere. Poi nanna.

Inizio a pensare che sia questa la chiave del successo, avere dei ritmi.

Ah, ho tralasciato completamente la parte dell’inizio di una nuova storia, ma quello più in là. Non so ancora se resisterà ai primi capitoli, let’s see if it strong enough.

Day 2, gone.

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Scoiattolo guardone in fuga!

 

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