Il peggior Capodanno della mia vita.

No, il Capodanno in questione non è questo. Bisogna tornare indietro di una decina d’anni, quando ne avevo 15.
Il mio ragazzo dell’epoca mi aveva invitato a passare il capodanno con lui e con i suoi amici in montagna.
Ci eravamo messi insieme a maggio, abbiamo passato un’estate bellissima, da veri fidanzatini. Poi, rientrati a scuola, raffreddamento del rapporto. Sarà stato forse perché non ci sono stata nel freddo divano del suo garage? Boh, cose da adolescenti…
Ma torniamo al Capodanno. Ero convinta che le cose sarebbero andate meglio, e forse sarei anche stata disposta a….
Sta di fatto che lui sembrava molto più interessato ai suoi amici che ad avermi con lui. Poi abbiamo ballato insieme Always di Bon Jovi, e io avevo pensato che era una cosa stupenda ballare una delle mie canzoni preferite con il mio ragazzo (salvo poi capire che per colpa sua per un paio d’anni non sono riuscita ad ascoltare quella canzone, almeno finché non ho deciso che me la dedica esclusivamente Bon Jovi, e nessun altro).
Infine, il dettaglio che ha reso quel capodanno il peggiore della mia vita. E’ tardi, e tutti cercano uno spazio dove dormire, la casa era affollatissima.
E lui, va a letto senza pensare a dove potessi mettermi io.
E io, proprio come una ragazzina innamorata, mi sono accucciata in un angolino accanto a lui.
Alla mattina lo sento dire ai suoi amici: “Ehi, la stavo cercando e dormiva proprio accanto a me!”
Mi ha lasciata quindici giorni dopo su una panchina a Bergamo.
Rileggendo questa storia, non è che mi dispiaccia poi così tanto.
Il problema è che, anche se sono passati dieci anni, oggi mi sento di nuovo come quella ragazzina, accucciata accanto al ragazzo che le piace senza essere nemmeno vista.
E in questo momento è difficile, dannatamente difficile, ricordarmi che io sono un’Amazzone, che sono Scarlatta. Che sono sveglia, intelligente e interessante perché IO SONO IO e non perché sono al fianco di qualcuno.
Sì, oggi ricordarmelo mi costa tanta fatica. Quando non ti senti vista puoi essere anche una dea che ti senti comunque una ragazzina.

Non mi ricordo poi come è andato quell’anno, dopo il Capodanno disastroso. Non male però, mi sembra di ricordare. Tralasciando chiaramente i primi due mesi dove piangevo ogni due per tre per il genio sopracitato.
Però, mi sono riappropriata di una delle mie canzoni preferite, e questa non è cosa da poco.

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