Digiuno.

Dal 29 settembre, fino al 15 novembre, è durato il mio personalissimo digiuno.
In ossequio a quella data FINITO che avevo scritto sotto a un INIZIATO di sette anni prima.
E quindi mi sono negata per un mese e mezzo, sperando che il mio fioretto servisse a qualcosa, il mio cibo preferito.
E ho digiunato del mio piacere più grande, mettere le parole una dopo l’altra, una riga dopo l’altra.
Ho digiunato quasi dall’amore, che pensavo fosse però tornato, che era solo una mia impressione.
Invece, forse, boh.
Am I overeacting?
Non poter fare uscire le parole dalla mia testa l’ha incasinata, allucinata. Mi sono ritrovata così in un mondo di donne altrettanto allucinate, la mia unica vera ancora alla sanità mentale, latitando fortemente l’altra.
Le parole stanno uscendo adesso, alleluja.
Ho deciso di non fermarmi.
Anche se sono quasi terrorizzata, anche se le cose non stanno affatto andando come avrei sperato, anche se mi pare di arrampicarmi su una cazzo di parete a mani nude, con le unghie che si spezzano e senza la certezza che se cado sotto c’è qualcuno per prendermi, come l’altra volta.

Dio, quanto mi è mancato scrivere.

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