Japan Love.

Se qualcuno mai si fosse chiesto coma mai sono sparita per tutto questo tempo le risposte sono due. Uno: ho avuto il pc completamente morto. Due: sono andata in Giappone.

Il 15 di Agosto, mentre tutti scampagnavano, abbiamo preso un volo di dodici ore che ci ha portati dall’altra parte del mondo.
Piccola nota sul viaggio: sempre meglio, per viaggi così lontani, avere come terzo compagno della fila un essere umano che dimostri un po’ di vita. A noi è toccata una tipa con la stessa verve di un’ameba. Vi lascio immaginare.

Fin dal primo giorno il Giappone ci è apparso come una terra bellissima, e strana.

Quindi, visto che non posso fare una cronaca di dodici giorni, farò due post.
Il primo per celebrarne la bellezza e quello che ho amato, il secondo per tutte le stranezze e le cose “da giapponesi”.

Let’s start!

-Kamakura. E’ una piccola cittadina costiera conosciuta per un enorme statua di Buddah. E’ il primo posto che abbiamo visitato di tutta la vacanza e me ne sono innamorata. Sarà perché le strade sono piccole e tradizionali, per l’odore del mare, per il caldo che faceva brillare tutto. Oltre al Great Buddah (da vedere assolutamente, soprattutto per le “infradito” giganti appese vicino) abbiamo visto anche l’Hasedera Temple. Bisogna salire una serie di gradinate immerse nel parchi tipici dei templi buddisti, fino ad arrivare al tempio sulla cima. Tra la fauna, corvi enormi e falchi. Bellissimo.

-Nara: antica capitale dell’impero giapponese, vanta un parco gigantesco che diventa un sito assolutamente da visitare. Questi i motivi: immerso nel verde, il tempio Todai-ji (la costruzione in legno più grande al mondo) e i “millemila” cervi che lì abitano. I cervi sono comunissimi vicino ai templi giapponesi, perché i messaggeri divini secondo lo shintoismo. A Nara sono ovunque, perfino seduti davanti ai ristoranti. Curiosità sul tempio Todai-ji, dedicato e contenente un altro Buddah gigante. Uno dei pilastri portanti ha un foro, sulla sua base, che lo attraversa. Si dice che sia grande come una delle narici di Buddah. I bambini ci passano senza problemi, gli adulti… beh, più di uno è stato tirato fuori per le gambe. Io e il mio ragazzo ce l’abbiamo fatta, a mò di speleologi. Il premio per questa fatica? l’Illuminazione nella prossima vita (e varie ammaccature sulle braccia).

-Kyoto. Non si può non nominare Kyoto in una lista di questo tipo. Assomiglia quasi a una cittadina messa a confronto con Tokyo. Io, non so perché, mi aspettavo di più. Forse me l’ero immaginata piena di ponticelli e stradine vecchie… Comunque, due dei suoi numerosissimi templi mi hanno ammaliata. Il Kinkaku temple, o Tempio d’oro, e il Fujiminari, il famosissimo tempio che vanta i quattro kilometri di tori (le porte sacre arancioni, per intenderci). Il tempio d’oro è un po’ come vedere un gioiello, appare quasi piccolo, lì sul laghetto, e proprio per questo abbaglia. Se in più ci unite il fatto che è effettivamente ricoperto di foglie d’oro… beh, immaginate voi.
Il Fujiminari mi ha colpito forse più di tutto. Si dice che una donna avesse regalato al tempio un Tori votivo dopo la guarigione della figlia. Da quel momento chiunque avesse ricevuto una grazia compiva lo stesso gesto, e i tori si andavano ad aggiungere, uno dietro l’altro, formando piccole e spettacolari gallerie rosse, interrotte solo da piccole zone di altari. Incredibile e assolutamente da non perdere.

-Hiroshima. Siamo arrivati a Hiroshima in un giorno di sole e cielo sereno, esattamente come quello della bomba atomica. Dal momento in cui abbiamo visto il Dome, il palazzo con la cupola lasciato come nel giorno della bomba, fino a che non abbiamo preso il treno per Miyajima mi è passata decisamente la voglia di parlare.
E’ come prendersi un pugno, ma è giusto (e necessario) prenderselo. Anche questo da non perdere.

-Miyajima. E’ la famosa località del tori sull’acqua, che viene sommerso durante l’alta marea. La porta sacra è imponente, il tragitto fino al sospirato mare reso incerto da tutte le conchiglie lasciate dall’acqua. Pieno di cervi e negozietti tipici, imperdibile.

-Tokyo. Nonostante sia ENORME nel vero senso della parola e quindi dipsersiva a me è piaciuta comunque tantissimo. Con la stazione di Shibuya (quella di Hachico), quella di Shinjuku, il mercato del pesce, Akihabara, è a pieno diritto la capitale. Vi proietta, in un certo senso, verso lo spirito moderno del Giappone, mentre le altre città conservano quello antico. Chiaramente, è con Tokyo che termino questo post perché da lei scaturiscono quasi tutte le stranezze giapponesi che abbiamo visto…

Quindi, vi lascio con qualche foto e la promessa che le stranezze stanno arrivando!

miyajima

golden temple

tempio d'oro

tori

kitten

fujiminari

kimonos

sushi

ventresca

hiroshima

sun buddah

temple

dragon

fontana draghi

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