What you wanted ain’t what you get.

What you wanted ain’t what you get. Cioè: quello che volevi non è quello che hai ottenuto.
Ci pensavo in questi giorni, nei miei viaggi mentali nati dalla “vita quotidiana”.
Mi vengono in mente solo dal punto di vista femminile, sarà perche come di dice sempre quel santo che adesso mi sta tagliando le verdure “Voi donne siete sempre troppo complicate”.

I miei “LEI VOLEVA” sono questi:

Lei voleva brividi, ha ottenuto un nido.
Lei voleva nuvole, ha avuto mattoni.
Lei voleva storie, ne ha ottenuta una sola.

E ce ne sarebbero mille altri da aggiungere, che lascio a voi.

Adesso, le questioni però due:

1 Non siamo mai capaci di accontentarci? Siamo sempre solo alla ricerca di qualcosa di nuovo per essere felici?
Ma comunque è giusto accontentarsi di quello che si ha avuto? E le aspirazioni, l’appagamento dove li mettiamo?

2 E se invece quello che riceviamo non fosse quello che vogliamo, ma ciò di cui abbiamo bisogno?

Io il mio “lei voleva” l’ho in qualche modo pacificato, con il magico aiuto del punto due.
Poi boh,
via alla libera interpretazione.

Love,
Katy.

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