Sesso e Lucertole a Melancholy Cove.

In quei giorni afosi di Luglio imperavano sesso e lucertole a Melancholy Cove, come chiamava la loro cittadina Andy. Il caldo aveva attirato migliaia di lucertole per la strada ed una strana euforia spingeva tutte le coppie a stare appiccicate, e tutti in generale ad essere ancora più matti del solito.
Passando per La strada, così chiamavano la via principale del paese, Andy vide un po’ di cose bizzarre. Rob cantava usando la scopa come fosse un microfono mentre puliva il suo negozio di barbieri. Era chiamato La bottega degli errori perché il taglio che avevi non era mai quello richiesto. Però era diventato un’ istituzione e quindi era riuscito a non fallire.
Arrivò alla scuola materna, i bimbi stavano giocando a “Venezia è un pesce”. Andy sorrise, anche lui amava quel gioco dove lo scopo è quello di rompere il cerchio fatto dai compagni a mò di pesce, mentre quelli che fanno la coda e le pinne cercano di buttarti fuori. Erano anni però che non vedeva i bambini giocare, di solito li vedeva accerchiare il compagno con il game-boy.
Anche loro fortunate vittime di quell’euforia.
Proseguendo arrivò al bar. Elias e Ector, i due vecchi habituè più incalliti, parlavano ad alta voce invece che guardar torvo i passanti com’era loro abitudine. Si ricordavano a vicenda le fantastiche avventure di Kavalier e Clay, i due gemelli che un tempo avevano guidato la loro banda in leggendarie baldorie.
Si rese conto con tristezza che lui, in quel contesto così festaiolo, era diretto in nessun dove, per la timidezza di andare nell’unico posto in cui avrebbe voluto essere. A quel punto, dal ciglio della strada si sentì chiamare. “Ehi! Figlio del Cimitero! Vieni a fare due chiacchere con me!”. Si ricordò che quel nomignolo lo faceva arrabbiare. Lo chiamavano così perché suo padre era il custode del Cimitero municipale e quindi da bambino ci passava tutto il giorno. E visto che ne conosceva tutti gli anfratti si diffuse per il paese l’idea che fosse il figlio del cimitero stesso e che vivesse tra le tombe. Chi l’aveva chiamato però era una forza imperante, non poteva sottrarsi. Si trattava del Saggio, il barbone del paese che tutti conoscevano e rispettavano perché, seppur matto, era un ottimo consigliere.
Il Saggio si era incamminato verso il boschetto, Andy lo seguiva a testa china.
“Allora, ragazzo mio. Mentre questo pazzo sole di Luglio scalda gli animi di chiunque tu che fai, ti aggiri come uno zombie per il paese! Ma allora sei davvero il figlio del cimitero!”
Andy aprì la bocca per ribattere ma venne fermato da un deciso cenno del Saggio.
“Eh no! Non ribattere! Sai, le risposte si trovano tutte in fondo alla palude. Io vi ho trovato quelle per la vita, l’ universo e tutto quanto. È per questo che mi chiamano il Saggio, cosa credi?”
Il ragazzo, un po’ confuso, si mise a guardare in direzione dell’ acquitrino che stava a due passi da loro, ma lì non ci trovava nessuna risposta.
“Ma che pensi, sciocco!” lo rimproverò il vecchio, che evidentemente leggeva anche nel pensiero. “La palude è quella che hai qui”. Si indico il petto con l’ indice nerastro. “Se entri in questa palude, devi fare attenzione. È insidiosa. Impara a conoscerla piuttosto, e infilatici fino alle ginocchia. Sarà faticoso, ma quando ne verrai fuori avrai capito cose che non pensavi di poter capire. E avrai la chiave. Adesso vai! Devo pensare. “
Muto e pensoso com’era arrivato, Andy se ne andò.
Mentre pensava alla palude, alla chiave e alle risposte i suoi piedi lo guidavano nella direzione corretta. Si sa, spesso il corpo capisce molto prima della testa.
Pensava ancora quando sentì un rumore metallico sotto la scarpa destra. Sotto, c’era una chiave. La targhetta recitava un numero civico. Ma lui sapeva di cosa si trattava anche senza leggerla.
Quando arrivò lo salutò l’insegna del bar che dava sul mare, “La Frontiera scomparsa”. Lì era accalcata la folla delle coppiette ansiose di entrare, bloccate fuori, dietro la proprietaria.
“L’ho persa ragazzi! Se invece di continuare a sbaciucchiarvi mi aiutaste a cercare la chiave forse potrei aprire!” disse Mindy esasperata ai clienti, mentre guardava per terra.
“Mindy” la chiamò lui, mostrandole i pugni chiusi come si fa con i bambini. “Quale mano?”.
Lei rise e diede un colpetto alla destra, da dove sporgeva l’etichetta.
“Andy! Mi hai salvato da questa folla di assatanati, entra anche tu, ti offro un caffè.”
“Il Saggio ci ha preso un’altra volta” pensò lui, mentre attraversava l’ingresso.

Questo testo l’ho scritto al corso di scrittura. L’obiettivo era quello di inserire titoli di libri nel testo facendoli diventare pezzi del racconto.
I titoli e gli autori, tutti consigliati, sono questi:
Sesso e Lucertole a Melancholy Cove., C. Moore
Nessun Dove, N. Gaiman
In fondo alla palude, Lansdale
La bottega degli errori, L. Douglas
Il figlio del cimitero, N. Gaiman
La strada, C. McCarthy
Venezia è un pesce, T. Scarpa
La Vita, l’ Universo e tutto quanto, D. Adams
Le fantastiche avventure di Kavalier e Clay, M. Chabon
La frontiera scomparsa, L. Sepulveda

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