La cena che ti salva.

La settimana è stata uno schifo. Tutti i giorni passati fissando lo schermo, con senso di inadeguatezza. Quello che mi fa incazzare è sentirmi stupida per il mio lavoro, io che stupida non sono per niente.
Manco lavorassi alla Nasa.
Poi, finalmente Venerdì mattina, il cellulare si illumina. Il Grasshopper svetta sul display, con le nostre facce allegre. Amsterdam, chiaramente.
E’ un messaggio, Robin.
“Sally non sto molto bene, ho bisogno di una cena tra di noi. Ci stai?”
“La mia cucina è sempre pronta ad ingozzarti. Avviso io le altre” rispondo velocemente.
Digito “stasera da me alle otto, ok?”. Scelgo i destinatari: Berry, Eloise.
Mi arrivano due risposte. Un “ci sono, sgnacchera” e un “va bien, moi tresor”.
Nel pomeriggio scrivo, sugli appunti dell’ufficio, il menù per la serata.
Arrivano le quattro, stacco, guido rapida fino a casa. Non vedo l’ora di essere lontana da quel posto e di iniziare il weekend.
Il mio ragazzo è già rientrato. “Caro, stasera devi uscire.” gli dico semplicemente. Lui capisce, fa spallucce e dice “Capito, chiamo Fabian.”
Volata al mercato, prendo panna, salmone, zucchine, peperoni, patate.
Poi, inizio a prepararmi.
Musica, prima di tutto. Faccio risuonare Scorpion, Kansas, Lana del Rey, Queen, Kiss. Tutto quello che serve per spazzare il malumore di una settimana intera.
Taglio le zucchine a julienne e le faccio appassire con poco olio.
Poi metto una fetta di salmone in padella con la salsa di soia. Quando è pronto lo metto da parte, per farlo raffreddare.
Affetto i peperoni a striscioline. Li voglio grigliare, come piace a Robin.
Scavo le patate per trarne delle palline. Le patate nocciola, come le chiama mio fratello.
Le metto in una teglia con le spezie africane e inizio a cuocerle. Poi ci aggiungerò le altre fette di salmone.
Unisco le zucchine con i pezzettini della prima fetta del pesce rosa. Il sugo mi piace così tanto che non ci aggiungo più la panna, solo poco concentrato di pomodoro per dare colore.
Sto facendo grigliare i peperoni quando suonano. E’ Eloise, incredibilmente per prima. Nonostante la sua fama di non-cuoca mi faccio aiutare. Accende e sala l’acqua della pasta. Mescola il sugo.
Mi racconta del nuovo collega arrivato allo studio. E’ toscano, alto, bello e affascinante. Solo io ho colleghi idioti che parlano solo di calcio.
Suonano di nuovo al campanello. Eloise trotterella al citofono e apre, come fosse a casa sua.
Sale Robin, come sempre estrae dallo zainetto il portatile e una buona bottiglia di vino. Mangia i pezzi di peperone crudo mentre anche lei ascolta del nuovo collega.
Inevitabilmente, quella più vicina è l’ultima ad arrivare. Berry arriva alle otto e venti. Colpa della sorella che non liberava la doccia.
La pasta è ottima, e alla faccia di diete e linea, facciamo tutte il bis. Mentre il salmone e le patate finiscono la loro cottura, riempiendoci le narici di profumo, parliamo.
Io di quanto sia stata pesante la settimana, Berry dei nuovi progetti di case, Robin del nuovo viaggio che sta organizzando, Eloise dei suoi mille lavori.
Ridiamo, racconto alle ragazze il mio nuovo sogno (dove Robin vive con un attore e un gatto nero), ci raccontiamo dei fidanzati o degli intrallazzi amorosi (Berry).
Mangiamo finalmente il pesce con le verdure. Robin le ruba dai piatti degli altri perchè crede che siano più buone.
Fine cena. La pancia piena porta sempre tranquillità e attiva le riflessioni.
In sostanza, siamo tutte in bilico e in attesa. Di una risoluzione, di una svolta, di nuove proposte e nuove occasioni.
Analizziamo i problemi delle altre e ci lasciamo analizzare.
La serata si sta quasi svoltando sulla tristezza quando Robin, che gioca con un tovagliolo, lo avvicina un pò troppo alla candela. In un secondo il tovagliolo in fiamme vole per aria, Robin lo sventola e Berry ci soffia. In barba a tutte le regole sulla sicurezza con il fuoco.
Infine atterrà sulla tovaglia e Eloise prova a spegnerlo con un altro tovagliolo.
Restano un piccolo segno di bruciatura e quattro ragazze piegate in due per le risa.
Finiamo guardando le nostre foto, sul mio letto.
Sì è fatto tardi, Robin deve accompagnare Eloise a casa. “Ce la faremo. Non so cosa e non so come ma ce la faremo. Abbiamo fatto un giuramento.” dico a Robin abbracciandola.
Berry aspetta con me finchè non rincasa in mio ragazzo, ha sempre l’ansia che restiamo sole.
E’ stata solo una cena, si potrebbe pensare. Ma ogni tanto è l’unica cosa che possa salvarti.

PS: ogni riferimento a fatti, cose, persone e tovaglie è PURAMENTE casuale.

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