Abisso, pt 3. Neve sul mare

La creatura si aggrappava solo ai ricordi. Nel freddo del mare non le era rimasto altro. Nuotava ore, con la speranza di perdersi per sempre. Tutto piuttosto di rientrare nella grotta. Ma alla fine ci tornava sempre, come su una pessima abitudine.
Aveva passato un pomeriggio intero a nuotare, guardando i pesci che si muovevano accanto a lei. Aveva abitato in un paese costiero e li sapeva distinguere. Nel buio del mare erano tutti identici. Pinne, squame, denti. Una sola differenza era visibile: la dimensione. Grosso uguale pericoloso, e lei ci stava alla larga.
Era esausta ed era riemersa. E tutto era cambiato.
Dritta davanti a lei, la sua casa. Come il faro di un treno per chi sosta in un binario. Senza scampo.
Ebbe la sensazione di non respirare, di annegare. Le sue branchie però funzionavano autonome e non successe nulla.
Dapprincipio la casa sembrava spenta. Invece era accesa. Un solo, minuscolo, lumicino era appoggiato al davanzale, brillando nella notte.
Si guardò meglio intorno. Tutta la costa era illuminata da luci colorate. Era Natale.
Si fece avvolgere dal ricordo del Natale nella sua casa. L’albero nell’angolo del salotto, con i regali impacchettati. Sentì il profumo dei biscotti e del cioccolato. Ricordò di quando aveva dieci anni. Aveva nevicato un metro di neve. Con la mamma e i suoi fratelli doveva andare a pranzo dai nonni. “Il nonno viene a prenderci con la slitta?” le aveva chiesto la sorellina.
Non credeva di esserne ancora capace ma iniziò a piangere. Prima di entrare in mare aveva creduto di essere prigioniera. Della sua famiglia, della sua stessa vita. Ora era libera, del resto l’unico limite era l’oceano. Ma che libertà c’è nell’oscurità, a esistere senza scopo?
“La vigilia di Natale bisogna accendere un lume per i viandanti, per fargli ritrovare la via” diceva sua madre.
Capì che non l’avevano dimenticata. Che a casa sua, a distanza di mesi, le accendevano luci per farla tornare.
Alzò lo sguardo. Nevicava.
Aveva capito, aveva di nuovo uno scopo. Tornare a casa. Per spegnere lei stessa quel lume e finire quello che aveva iniziato.
La neve silenziosa le portò anche la risposta. La ragazza sulla spiaggia. Avrebbe liberato entrambe.
“Buon Natale” sussurrò prima di inabissarsi.

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