Abisso, pt 2. Ivy

Ivy stava aspettando il suo ragazzo. Lui stava parcheggiando e l’aveva lasciata sul marciapiede, in riva al mare. C’era buio pesto, si riconosceva la presenza del mare solo dallo sciabordare dell’acqua e dalla schiuma bianca delle onde. Stanca dell’attesa, erano già passati dieci minuti, tolse le ciabatte per andare sulla spiaggia.
Il tocco della sabbia sotto i piedi era freddo, quasi umido. Si avvicinò alla riva. Aveva indossato il suo vestito preferito, quello rosso con la gonna in tulle e lo scollo a cuore. fece attenazione nel sedersi, per non sporcarlo. Adesso aveva tutte le gambe nella sabbia fredda.
Il pallore della luna le rischiarò in un secondo cosa voleva, e ancor più chiaramente cosa non voleva. Non voleva essere affogata in quella vita regolare, scandita da lavoro, colleghi, bollette. Temeva che si sarebbe svegliata troppo vecchia, troppo tardi per essere ciò che voleva. E che in quella monotonia avrebbe perso la sua capacità di immaginare.
La luna illuminò il mare proprio davanti a lei. in un attimo le sembrò ci fosse qualcosa in acqua. Scattò in piedi. ma era buio, poteva essere solo suggestione. Aveva letto da qualche parte che nel buio si trova solo quello che l’ uomo vi nasconde. Eppure lei qualcosa vedeva.
Da parte sua la creatura, che guardava Ivy da quando era per strada, ci vedeva benissimo. Sbirciava stanca la riva come tutte le sere quando l’aveva vista. L’ aveva attratta per due motivi. Si era messa a piedi scalzi. Lei non poteva più farlo, non si ricordava nemmeno da quando non aveva più le gambe. E poi c’era il vestito. Lei ne aveva uno uguale, era sicura.
Lui le aveva detto che se avesse portato altre prede negli abissi forse sarebbe potuta ritornare.
Era rimasta acquattata a guardare quella ragazza, che aveva il suo stesso sguardo. Si stava lacerando tra la vana speranza di essere libera e il rimorso di condannare una ragazza come lei.
“Ivy?” sentirono chiamare entrambe. Un ragazzo si stava avvicinando. “Amore, eccoti! Mi sono preoccupato, non ti vedevo.”
Ivy si alzò e sorrise. “Il paradiso è ovunque sulla terra con te” diceva una canzone. Lui alimentava la sua immaginazione, finchè ci fosse stato era salva.
La prese per mano.
“Va bene così” pensarono entrambe.

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